L'Editoriale

Manca solo la nipote di Mubarak

Manca solo la nipote di Mubarak

Finite le giravolte dei partiti (mai con questo, mai con quello, per poi finire quasi tutti insieme appassionatamente) ieri รจ toccato a Mario Draghi il turno delle piroette. Proprio lui che aveva mandato a casa Brunetta, Carfagna e Gelmini con tutto lโ€™ultimo governo Berlusconi, co-firmando con lโ€™ex presidente della Banca centrale europea, Trichet, la letterina che mandรฒ a casa il Cavaliere, ieri ha richiamato gli alfieri di quella stessa stagione, inserendoli in una squadra da perfetto manuale Cencelli: un poโ€™ per uno non fa male a nessuno.

Cosรฌ lโ€™Esecutivo dei โ€œmiglioriโ€ รจ una lottizzazione da far morire dโ€™invidia la Prima Repubblica, con molte conferme (ma quelli di prima non erano tutti incompetenti?) e lโ€™aggiunta di qualche tecnico a cui auguriamo ogni bene, visti i volponi con cui se la dovranno vedere. Per i Cinque Stelle, piรน di ogni altra forza politica, rimbomba giustamente la domanda se valeva la pena di mettersi in questo fritto misto, dove chi ha affrontato le tempeste maggiori – Bonafede, Azzolina e Catalfo – devono cedere il posto a signori che sanno di cinema giร  visto, se non addirittura di restaurazione.

Ma se Grillo non avesse chiesto agli attivisti di sporcarsi le mani sulla piattaforma Rousseau, ben sapendo che sostenere Draghi avrebbe fatto fuggire tanti validissimi sostenitori del Movimento sin dalla prima ora, a partire da Alessandro Di Battista, oggi avremmo un governo con quattro posti in piรน per la nipote di Mubarak, Renzi o la Bellanova, Salvini o qualche altra manina del Mef o di Bankitalia. Da adesso quindi non resta altro da fare che controllare ogni azione di questa terribile ammucchiata, tappandosi il naso con una mano e accendendo un cero con lโ€™altra perchรฉ Dibba e le altre colonne Cinque Stelle, a tutti i livelli, a partire dai territori, tornino sui loro passi per dare una mano a vigilare sullโ€™operato di ciascun dicastero.

Di tempo non ce nโ€™รจ molto, perchรฉ cโ€™รจ da giurare che alle elezioni del Capo dello Stato, tra un anno, Draghi sarร  fatto traslocare al Quirinale, aprendo cosรฌ la strada alle elezioni. Ma per chi รจ abituato a dilapidare le casse pubbliche e ad arraffare questi mesi possono piรน che bastare.