Fondi – e tanti – al comparto della Difesa e delle industrie impegnate nel settore delle armi militari. Sebbene ovviamente al momento non ci siano cifre, le indicazioni arrivate dal Parlamento sono a tratti inquietanti e sicuramente inaspettate. Con una conseguenza che lascia senza fiato: nel pieno della pandemia da Covid-19, con le campagne vaccinali che proseguono ancora a singhiozzo, lโemergenza per i nostri onorevoli (o almeno per una buona parte di loro) sembra essere quella militare.
Per questa ragione una fetta consistente del Recovery Fund potrebbe essere destinata a modernizzare lo strumento militare, incrementarlo, rinnovarlo. In una parola: maggiori finanziamenti per armi e sistemi armati. Ad aprire a questa possibilitร รจ stato il Parlamento, a quanto risulta dalle Relazioni definite e votate in questi giorni dalle Commissioni competenti e secondo quanto denunciato – unici tra tutti – dalla Rete Italiana Pace e Disarmo.
LE INDICAZIONI DELLโAULA. Nel testo licenziato dalla Camera si raccomanda infatti di โincrementare, considerata la centralitร del quadrante mediterraneo, la capacitร militare dando piena attuazione ai programmi di specifico interesse volti a sostenere lโammodernamento e il rinnovamento dello strumento militare, promuovendo lโattivitร di ricerca e di sviluppo delle nuove tecnologie e dei materiali, anche in favore degli obiettivi che favoriscano la transizione ecologica, contribuendo al necessario sostegno dello strategico settore industriale e al mantenimento di adeguati livelli occupazionali nel compartoโ.
Stessa musica anche a Palazzo Madama. Per il Senato, infatti, โoccorre, inoltre, promuovere una visione organica del settore della Difesa, in grado di dialogare con la filiera industriale coinvolta, in unโottica di collaborazione con le realtร industriali nazionali, think tank e centri di ricercaโ. Viene inoltre ipotizzata la realizzazione di cosiddetti โdistretti militari intelligentiโ per attrarre interessi e investimenti.
TUTTI PER UNO. Difficile avere dubbi, una volta lette queste parole, su quali siano le prioritร per la maggioranza che sostiene lโesecutivo di Mario Draghi. E il rischio, evidentemente, รจ che il governo recepisca questo indirizzo. Il che lascia ancora una volta stupiti. โDiversamente dalle bozze implementate dal precedente Governo, in cui lโambito militare veniva coinvolto nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ndr) solo per aspetti secondari come lโefficienza energetica degli immobili della Difesa e il rafforzamento della sanitร militareโ, denuncia ancora la Rete, il Piano attuale potrebbe โdestinare allโacquisizione di nuove armi i fondi europei per la rinascita dellโItalia dopo la pandemiaโ.
Un comparto che, รจ bene ricordarlo, giร riceverร almeno il 18% (quasi 27 miliardi di euro) dei Fondi pluriennali di investimento attivi dal 2017 al 2034. Ma siccome al peggio non cโรจ mai fine ciรฒ che desta stupore รจ che le indicazioni inviate al governo sono frutto dei dibattiti nelle commissioni Difesa della Camera e del Senato che hanno approvato allโunanimitร i pareri consultivi relativi. Ciรฒ evidenzia un sostegno trasversale. Non solo. Se infatti sono stati auditi rappresentanti dellโindustria militare (dallโAiad allโAnpam fino alle industrie a cominciare da Leonardo), le โ12 Proposte di pace e disarmoโ elaborate dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e inviate a tutte le Commissioni competenti non sono state neanche prese in considerazione. Questione di prioritร , a quanto pare.