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Il Tar incenerisce gli ambientalisti: salvo l’ecomostro di Gualtieri

Il Tar del Lazio ha rigettato tutti i ricorsi contro il termovalorizzatore di Roma. M5s in trincea: "Bruciare rifiuti non è la soluzione".

Pubblicato il 20 Luglio 2023 di Stefano Rizzuti
di Stefano Rizzuti
Il Tar incenerisce gli ambientalisti: salvo l’ecomostro di Gualtieri

Il Tar del Lazio non ferma il termovalorizzatore di Roma. La quinta sezione ha respinto i ricorsi presentati dai comitati di cittadini del quartiere Santa Palomba contro la realizzazione di un impianto da 600mila tonnellate. Le associazioni avevano impugnato, chiedendone l’annullamento, le ordinanze del sindaco di Roma e commissario per il Giubileo, Roberto Gualtieri.

I ricorsi contro il piano rifiuti di Roma Capitale erano stati presentati anche dai Comuni di Albano, Ardea e Ariccia: sono stati rigettati perché “destituiti di fondamento”. La decisione del Tar del Lazio fa contento Gualtieri, che parla di “decisione importante” e assicura che l’operazione “andrà avanti: Roma avrà finalmente il termovalorizzatore”.

Il Tar boccia i ricorsi contro il termovalorizzatore: le ricadute sul territorio

Il Tar ribadisce che sul sito in esame, quello di Santa Palomba, non esistono fattori “escludenti di tutela integrale”. Il problema per il territorio, però, rimane, come sottolinea a La Notizia il consigliere regionale del Lazio del Movimento 5 Stelle, Adriano Zuccalà. “Bruciare i rifiuti non è una soluzione ecosostenibile, è rischioso per l’ambiente e per la salute delle persone”.

A preoccupare sono le emissioni di Co2, considerando che l’impianto ne potrà catturare il 60%: “Il restante 40%, che equivale a circa 160.000 tonnellate di rifiuti in fumo, che fine farà? Andrà a inquinare le città confinanti, Pomezia, Ardea e Albano”, lamenta il consigliere pentastellato. Parlando di “città che hanno investito in questi anni nella raccolta differenziata raggiungendo ottimi traguardi, e che dovranno pagare l’incapacità della Giunta capitolina di gestire il ciclo dei rifiuti”.

La battaglia contro il termovalorizzatore continua

La battaglia contro il termovalorizzatore a Santa Palomba non si fermerà dopo la decisione del Tar, assicura Zuccalà: “Impedire la realizzazione dell’inceneritore a Santa Palomba è un atto di responsabilità. Continueremo a sostenere i comitati cittadini e i sindaci dei comuni coinvolti in questa battaglia”. Sia dal punto di vista legale che politico-istituzionale.

“Stiamo perseguendo tutti gli atti possibili per spingere la Regione Lazio a rimettere al centro la normativa regionale che impedirebbe la realizzazione dell’inceneritore”, sottolinea spiegando di aver chiesto un’audizione in commissione Urbanistica. I comitati, inoltre, continueranno a fare “opposizione a oltranza”: “Io sarò al loro fianco qualsiasi strada intendano percorrere”.

Gli impianti per smaltire i rifiuti: il giudizio del Tar

Una delle spiegazioni data dal Tar del Lazio, rigettando i ricorsi, riguarda gli impianti di recupero. Per i giudici “fanno parte della gerarchia dei rifiuti e sono comunque necessari alla chiusura del ciclo di gestione rendendo, come deve essere, residuale lo smaltimento in discarica”. Nei ricorsi i comitati sottolineavano come il piano rifiuti non prevedesse alternative al termovalorizzatore. Punto sottolineato anche da Zuccalà, secondo il quale “le alternative esistono, ma è necessaria una collaborazione a più livelli”.

Si può, a suo giudizio, rinunciare al termovalorizzatore e per riuscirci “è assolutamente prioritario che tutti i comuni della Regione Lazio raggiungano livelli di raccolta differenziata superiori al 60%”. Non solo, perché serve che “allo stesso tempo si operino investimenti europei e nazionali per la riduzione dei rifiuti a monte: Roma dovrebbe ideare un piano importante di riciclo dei rifiuti, partendo dai singoli Municipi, chiedendo la piena collaborazione della cittadinanza e investendo soldi e personale nella gestione della raccolta”. In conclusione, secondo il consigliere M5S, “la soluzione non può essere sempre scaricare i problemi sui comuni limitrofi”.

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