Il Comitato elettorale centrale russo ha registrato stamane in qualitร di candidato alle presidenziali russe di marzo Vladislav Davankov, presentato dal partito di ispirazione liberale Nuova Gente: nuova conferma di un quadro elettorale affollato per una gara ad esito scontato, eppure importante per le sorti del regime putiniano e della stessa Federazione russa. Ad oggi, per la presidenza fino al 2030 sono in corsa 11 candidati e 10 non hanno alcuna chance di insidiare la decisione di Vladimir Putin di correre per un quinto mandato non consecutivo al Cremlino.
Quadro elettorale affollato in Russia per una gara ad esito scontato. Sarร sempre Putin a vincere le presidenziali di marzo
Tre gli indipendenti, compreso Putin, e otto i candidati presentati da partiti che a loro volta non minacciano il primato della formazione governativa Russia Unita e quindi il funzionamento della macchina del potere russo. I documenti sono stati registrati dalla Commissione elettorale ed entro il 18 gennaio chi non ha alle spalle un partito rappresentato in parlamento deve raccogliere 100mile firme e 300mila se si autocandida, con precise quote regionali. Un โfiltroโ in passato usato per escludere eventuali partecipanti poco graditi al Cremlino.
Putin รจ uno degli โindipendentiโ e per le firme a suo sostegno sono allโopera 50 punti di raccolta solo a Mosca. Ovviamente una formalitร , ma importante per un processo elettorale che รจ innanzitutto una verifica del funzionamento del sistema di convogliamento dei voti per il candidato del sistema di potere. Una โesercitazioneโ che implica innanzitutto una forte partecipazione al voto, in quanto prova della legittimitร del capo dello Stato, e il timore degli addetti ai lavori di rielezione di Putin รจ proprio quello di dover esagerare con gli espedienti per portare alle urne un elettorato che giร conosce lโesito del voto.
Putin vincerebbe anche senza forzature ma ha bisogno di un plebiscito per avviare un quinto mandato allโetร di 72 anni e con la guerra in Ucraina che sarร entrata nel terzo anno al momento delle elezioni, fissate per il 17 marzo. Grazie alla riforma costituzionale del 2020, lโattuale presidente puรฒ in teoria restare al potere fino al 2036 ma il suo destino di leader รจ appeso allโesito del conflitto in Ucraina e un processo elettorale con inciampi e brogli graverebbe sulle decisioni riguardo la guerra.
A scanso di sorprese, e con una stretta autoritaria che non si arresta da anni, lโopposizione โextraparlamentareโ, ovvero le voci dissenzienti sono state escluse dalla gara con ampio anticipo. Esemplare il caso di Aleksey Navalny, che nel 2013 poteva partecipare alle elezioni per il sindaco di Mosca e oggi sconta una condanna a 19 anni di carcere in una colonia penale di sovietica memoria nella regione dellโArtico.
Il Partito comunista Kprf candida Nikolay Karitonov
La pletora di candidati deve comunque servire a proiettare lโimmagine di un contesto elettorale competitivo o perlomeno vario. Cosรฌ in gara ci sono esponenti della cosiddetta โopposizione sistemicaโ, di formazioni politiche che siedono in parlamento e si muovono dentro un recinto di azione politica ammessa dal regime. Orfano del sulfureo e carismatico Zhirinovsky, il partito nazionalistico dei Liberal Democratici (Ldpr) presenta lo scialbo Leonid Slutsky, la cui unica proposta originale รจ lโiscrizione alle scuole superiori gratuita, sulla base di concorsi. Il Partito comunista della Federazione russa (Kprf) candida Nikolay Karitonov, che giร nel 2018 si era piazzato secondo dopo Putin alle presidenziali. Motto: โPane, pace e bene in ogni casaโ.
Per Comunisti di Russia si presenta invece Sergey Malinkovic, nel cui programma spicca lโobiettivo di sferrare โdieci colpi staliniani al comunismo e allโimperialismo americanoโ. I due candidati comunisti raccoglieranno voti tra gli anziani e nelle regioni piรน in difficoltร economicamente, ma la forza elettorale dei seguaci di Lenin รจ da tempo in declino, fattore generazionale che riduce a poca cosa i rischi elettorali per il regime.
In lizza ci sono anche due donne
In lizza anche due donne: Irina Spiridova 35enne del poco significativo Partito democratico che insiste sui temi della libertร in un Paese dove i diritti e la libera espressione sono ormai totalmente repressi. E la blogger Rada Russkikh, creatrice dellโomonimo brand di cosmesi, che ha faticato a raccogliere le firme per concorrere ma al secondo tentativo ce lโha fatta e propone di perseguire โobiettivi elevatiโ e in particolare lottare contro la burocrazia.