Bruxelles si prepara a una giornata a dir poco tesa e densa. Al tavolo del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea arrivano i dossier più spinosi: l’Ucraina, i dazi statunitensi, e le materie critiche. Com’è facilmente intuibile, la guerra avviata da Vladimir Putin si appresta a essere il tema più caldo del vertice.
Del resto alla vigilia del quarto anniversario dell’invasione russa, l’Unione europea non può fare altro che ribadire il sostegno a Kiev, soprattutto sul fronte energetico e delle garanzie di sicurezza. Ma al di là delle parole di circostanza, la sensazione è che Bruxelles sia sempre più divisa su come continuare a sostenere la resistenza di Zelensky.
Kaja Kallas lo dice senza troppi giri di parole: “Guardando ai segnali, non sono così ottimista” sulla possibilità “che vedremo risultati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi” nei negoziati di pace tra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Secondo l’Alta rappresentante, a rendere impossibile le trattative è la posizione di Mosca che non appare “seria”.
Malgrado questa convinzione, l’Ue resta però divisa. E sulle nuove sanzioni – il ventesimo pacchetto – da imporre a Mosca, il clima a Bruxelles è addirittura più grigio. Kallas, infatti, non vede progressi in giornata a causa del veto dell’Ungheria di Viktor Orbán che pesa come un macigno e che appare difficilmente superabile in tempi brevi.
Zelensky: “È già Terza guerra mondiale”
Le parole più dure alla vigilia del vertice e del quarto anniversario del conflitto arrivano però da Kiev. In un’intervista alla BBC, Volodymyr Zelensky alza ulteriormente il tiro nel tentativo – apparentemente disperato – di convincere gli Usa di Donald Trump e l’Ue di Ursula von der Leyen a fare di più per sostenere la resistenza ucraina: “Putin ha già scatenato la Terza guerra mondiale”.
Non è solo retorica da tempo di guerra, ma queste parole assomigliano a un vero e proprio messaggio politico. Per il presidente ucraino, cedere il 20% del territorio – dal Donetsk a Kherson e Zaporizhzhia – non sarebbe un compromesso ma un abbandono. “Un indebolimento delle nostre posizioni”, dice. E aggiunge che un’eventuale pausa dai combattimenti servirebbe a Mosca solo per rifiatare, forse per due o tre anni, per poi ricominciare l’invasione. Tutte ragioni per le quali ha chiesto agli alleati, al momento senza ricevere risposta, di fare di più per fermare Putin.
Dazi e materie critiche, la partita parallela
Ma nella riunione di oggi Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea, che si terrà in videoconferenza, non si parlerà soltanto di guerra. Stando a quanto trapela verrà affrontato il nodo delle materie critiche e la preparazione della ministeriale OMC di Yaoundé. Un altro dossier che verrà affrontato è quello dei nuovi dazi shock voluti da Trump, della situazione a Gaza e, soprattutto, dei rischi di una nuova escalation in Medio Oriente tra gli Usa e l’Iran.