โAlmeno quattro settimaneโ. Questa la previsione di Donald Trump in merito alla durata del conflitto contro l’Iran. Intervistato dal Daily Mail, il presidente americano si dice sicuro che lโoperazione militare contro lโIran non sarร un’operazione lampo ma un confronto prolungato, destinato a durare un mese. E mentre i bombardieri decollano e colpiscono con estrema durezza, il tycoon lascia uno spiraglio: “Nuovi negoziati? Possibili”.
Un’apertura che รจ stata successivamente chiarita parlando con la rete Abc in un’intervista in cui ha rivelato che qualcuno, dentro il governo iraniano, lo avrebbe contattato. โProbabilmente non dovrei dirvi chi รจโ, ha confidato, aggiungendo che questa figura โnon riferisce piรน al leader supremoโ. E qui il tono cambia perchรฉ Trump sostiene che gli Stati Uniti avessero individuato possibili candidati alla guida di Teheran nel post Ali Khamenei, ma โsono tutti mortiโ. “Lโattacco”, parole sue, sarebbe stato cosรฌ efficace “da eliminare la maggior parte delle opzioni sul tavolo”.
Ma non รจ tutto. Giustificando i raid e l’uccisione di Khamenei, ha sostenuto che proprio quest’ultimo avrebbe provato ad ucciderlo due volte ma “lโho preso prima che lui prendesse me”.
La replica di Teheran: โNon negozieremoโ
La risposta iraniana arriva via social e senza giri di parole. Ali Larijani, capo della sicurezza nazionale e di fatto leader in carica del regime islamista, nega ogni apertura. โLโIran non negozierร con gli Usaโ.
Poi lo stesso accusa Trump di aver fatto โsprofondare la regione nel caos con false speranzeโ e di essere ora preoccupato per nuove perdite tra i soldati americani. Il messaggio รจ chiaro, per Teheran non รจ tempo di trattative tanto piรน sotto le bombe.
Intanto i cieli sopra Teheran tornano a tremare. LโIdf annuncia una nuova ondata di attacchi guidati dallโintelligence sui principali obiettivi istituzionali e militari nella capitale iraniana.
Hezbollah rompe il fronte
Ma la guerra non resta confinata all’Iran e si sta allargando a macchia d’olio. Per la prima volta dal cessate il fuoco del novembre 2024, Hezbollah lancia razzi contro Israele facendo scattare le sirene a Haifa, dove i missili sono stati intercettati senza causare danni.
La decisione del gruppo libanese di prendere parte al conflitto รจ un segnale politico prima ancora che militare. Hezbollah, nel lanciare i suoi attacchi, ha detto di entrare in campo โin difesa del Libano e del suo popoloโ, e anche come ritorsione per lโuccisione di Khamenei. Ma la realtร รจ che questo attacco rischia di costare caro proprio al Libano.
Del resto la risposta israeliana non si fa attendere. Raid su Beirut, bombardamenti mirati contro obiettivi legati al movimento sciita. I jet colpiscono la capitale libanese dopo lโattacco con razzi e droni contro una base nei pressi di Haifa.
Cipro nel mirino
Insomma la tensione non accenna a diminuire. Cosa ancor piรน grave, perรฒ, รจ che un drone iraniano ha colpito la base britannica di Akrotiri, a Cipro. Fortunatamente non c’รจ stata nessuna vittima, solo danni lievi, ma appare chiaro come il conflitto si stia allargando.
A colpire sarebbe stato un possibile Shahed 136, lo stesso modello usato dai russi in Ucraina. Sirene nella vicina Limassol, personale invitato a mettersi al riparo. Londra parla di โminaccia reale e crescenteโ. La guerra lambisce lโEuropa orientale come una marea scura.
Boati nel Golfo
E non รจ tutto. Esplosioni a Dubai, Abu Dhabi e Doha. Sirene attive in Bahrain. Testimoni parlano di due esplosioni consecutive, di aerei militari in volo basso, di boati โpiuttosto fortiโ.
Il Golfo, cuore energetico del pianeta, si scopre vulnerabile. E quando le capitali finanziarie sentono lโeco delle detonazioni, il conflitto non รจ piรน soltanto militare: diventa economico, globale, sistemico. Proprio per questo i Paesi del Golfo, colpiti dai missili iraniani, hanno giร fatto sapere di essere pronti a reagire contro Teheran se proseguirร la propria aggressione.
La sensazione, difficile scrollarsela di dosso, รจ che il conflitto stia scivolando oltre ogni argine.