Iran, la crisi in Medio Oriente mette Meloni in fuga dal Parlamento: in aula andranno Crosetto e Tajani

La crisi in Iran deflagra e Meloni non ci mette la faccia. Oggi in Parlamento bis di Tajani e Crosetto. Al voto gli aiuti ai Paesi del Golfo

Iran, la crisi in Medio Oriente mette Meloni in fuga dal Parlamento: in aula andranno Crosetto e Tajani

Giorgia Meloni continua a non metterci la faccia sulla crisi in Iran salvo una comparsata di lunedì scorso ai microfoni del Tg5. Oggi a riferire in Parlamento saranno ancora una volta i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto, con comunicazioni a cui seguiranno risoluzioni e voto. La presidente del Consiglio è andata in televisione a dire sì che è preoccupata e a chiedere all’Iran di fermare gli “attacchi ingiustificati nel Golfo” perché la crisi non “dilaghi”. Ma nessuna condanna dell’offensiva di Stati Uniti e Israele. Non sia mai.

Crisi in Iran, Meloni non ci mette la faccia e non condanna gli alleati-amici

Nessuno fa specifico riferimento agli Stati Uniti, nessuno nell’esecutivo – sono andate all’attacco tutte le opposizioni – dice quella “parola chiara” sull’azione avviata da Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Sia Meloni a riferire in Parlamento, insiste la segretaria dem Elly Schlein come il leader M5S Giuseppe Conte che ha chiesto ai ministri Crosetto e Tajani: “qual è il vostro atteggiamento nei confronti degli Usa?”. Meloni finora ha evitato di rispondere a questa domanda e chissà se avrà la bontà di farlo alla vigilia del Consiglio europeo del 19 marzo quando andrà in Parlamento.

In Parlamento Meloni spedisce Crosetto e Tajani

Oggi i ministri Tajani e Crosetto parleranno anche degli aiuti da inviare a Emirati Arabi, Kuwait e in generale ai Paesi del Golfo. Il tema è stato oggetto di discussione anche del vertice di governo che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi. Si tratterebbe di dispositivi anti droni e, se sarà possibile, il potente sistema di difesa terra-aria Samp-T. “Tutti i Paesi del Golfo ci hanno chiesto aiuto in questo momento”, ha spiegato Crosetto, annunciando un pacchetto che potrebbe arrivare con “un decreto legge o nel modo più veloce possibile”.

Gli aiuti ai Paesi del Golfo

In ogni caso le modalità dovrebbero essere le stesse che hanno portato in tempi rapidi al pacchetto di aiuti per l’Ucraina poco dopo l’invasione russa, quattro anni fa: la delibera di uno ‘stato di emergenza per intervento all’estero in conseguenza del grave contesto emergenziale in atto nei territori del Golfo’ porrebbe quindi le basi per l’avvio del provvedimento, che dovrebbe poi superare l’esame delle Aule.

Il tema delle basi italiane

L’altro tema delicato è l’eventuale concessione di basi italiane su richiesta americana per azioni offensive nei confronti dell’Iran. Questo aspetto diventa ancora più critico alla luce delle recenti minacce di Teheran, secondo cui “azioni difensive da Paesi europei sarebbero considerate un atto di guerra”. Su questo, Crosetto prende tempo: l’utilizzo delle nostre basi da parte degli Usa “è una decisione del governo. Quando ce lo chiederanno, risponderemo”, ha già fatto sapere.

“Io penso sempre che la nostra Costituzione debba essere la nostra Bibbia, e lì c’è scritto chiaramente che l’Italia ripudia la guerra. Io penso che se ci chiedessero le basi dovremmo rispondere di no”, mette le mani avanti il leghista Gian Marco Centinaio. Intanto si sta già ragionando sulle forniture.

La richiesta di aiuto degli Emirati e del Kuwait

Tra i primi a chiedere supporto all’Italia sono stati gli Emirati Arabi e nelle ultime ore anche il Kuwait. Roma ha a disposizione i radar e una serie di strumenti di intelligence elettronica attraverso la rete satellitare. Potrebbero risultare utili anche assetti navali e aerei spia. Il tutto considerando che le capacità italiane sono già fortemente impegnate rispetto alle esigenze europee sul fianco Est, per il sostegno assicurato all’Ucraina.

Il viaggio a Dubai di Crosetto

Fa intanto ancora discutere il viaggio di Crosetto a Dubai nelle ore in cui Usa e Israele sferravano l’attacco a Teheran. “Le agenzie di intelligence non monitorano i viaggi privati dei ministri, la legge 124 vieta l’attività di controllo su una serie di persone, tra cui esponenti politici. Quello che importa è che l’operatività del ministro non è mai venuta meno”, ha detto il sottosegretario Alfredo Mantovano. Crosetto che ieri, con Meloni, è salito al Quirinale per fare il punto sulla crisi internazionale in atto. Un altro tema delicato sono le ricadute economiche della guerra in Iran.

Il decreto Bollette è superato

Meloni ha incontrato Claudio Descalzi e Agostino Scornajenchi, amministratori delegati di Eni e Snam, colossi pubblici dell’energia. Ma la verità è che con i prezzi di gas e petrolio alle stelle e di conseguenza anche quelli sui carburanti, il decreto bollette, con cui il governo punta a disaccoppiare “di fatto” il prezzo dell’elettricità da quello del gas, diventa veramente ininfluente e superato, come ricordano al governo tutte le opposizioni. Il bello poi è che Meloni, che continua a stare nel perimetro di Washington e Tel Aviv, si aspetta “risposte concrete” dal Consiglio europeo di marzo sulla crisi energetica. Quando si dice assenza del senso del pudore.