La linea del governo italiano sul nuovo fronte di guerra aperto dagli Stati Uniti di Donald Trump e dallโIsraele di Benjamin Netanyahu contro lโIran รจ, nelle intenzioni, fin troppo lineare: Roma si colloca nel perimetro politico di Washington e Tel Aviv e attribuisce lโescalation allโostinazione di Teheran sul nucleare e sui missili. Ma proprio mentre lโesecutivo prova a dare un senso compiuto a una crisi ancora in pieno movimento, affiora la parte piรน fumosa: il ruolo dellโItalia.
Iran, l’Italia sta con Israele e gli Usa: il ruolo fumoso dell’Italia
Un Paese che, come ha ammesso lo stesso ministro della Difesa e ha confermato la premier Giorgia Meloni, non รจ stato avvertito del momento esatto dei raid e che rischia di restare spettatore, chiamato a commentare a cose fatte e a gestire le conseguenze, dallโenergia alle rotte commerciali, fino alla sicurezza dei propri cittadini e delle missioni nellโarea. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme con Crosetto, รจ stato ascoltato in Parlamento.
Il vicepremier azzurro ha descritto lโoperazione come potenzialmente decisiva per gli equilibri regionali, con lโobiettivo di eliminare il rischio nucleare e missilistico. Tajani ha rivendicato di aver โfino allโultimoโ sostenuto dialogo e negoziato, sostenendo che lโIran avrebbe respinto compromessi e cooperazione con lโAgenzia internazionale per lโenergia atomica. Crosetto, dal canto suo, ha negato che Roma sia stata โallโoscuro di tuttoโ, ma ha dovuto precisare che gli americani non hanno comunicato agli alleati lโora dellโintervento: un dettaglio che, in diplomazia e sicurezza, non รจ un dettaglio. Perchรฉ certifica una catena decisionale esterna, mentre a Roma resta il compito di inseguire.
Tajani e Crosetto d’accordo: l’Iran una minaccia
“La crisi presenta caratteristiche di elevata ampiezza e le operazioni sul campo sono state pianificate per colpire nodi chiave iraniani sul centro comando, sui sistemi aerei e su programmi missilistici ritenuti dagli Usa e da Israele una minaccia imminente”, ha spiegato il ministro della Difesa. “Fino all’ultimo abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato. Ma l’Iran non ha mostrato segnali chiari di marcia indietro. Ha rigettato ogni forma di compromesso e di cooperazione con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica”, ha insistito Tajani. โGli americani non hanno comunicato agli alleati il momento esatto del loro intervento perchรฉ hanno agito solo quando avevano la certezza che uno degli attacchi avrebbe colpito l’obiettivo principaleโ, ha dichiarato Crosetto.
Conte incalza i due ministri. Lo scontro con Tajani
Su questa ambiguitร incalza il leader del M5S Giuseppe Conte: โSiamo scesi in piazza contro quel regime feroce, ma non possiamo affidare alle bombe i cambi di regimeโ. E chiede conto della postura italiana verso gli Usa: โVa tutto bene? Sottoscriviamo tutto? Spese militari, gas e armi: qual รจ il vantaggio per lโItalia?โ.
Ne nasce lo scontro con Tajani, che replica con una battuta (โa me Trump non mi ha mai chiamato Tony, a lei invece Giuseppiโ), a cui Conte risponde riportando il tema sul piano politico: il problema non sarebbe il soprannome, ma il peso reale dellโItalia ai tavoli che contano, e la distanza tra lโenfasi dellโalleanza e la sostanza dellโinterlocuzione. โIl problema – ย dice Conte – รจ che โnon vi chiama proprio” se “non per firmare accordi su accordi insostenibili e per darvi un cappellino in mano”.
L’ex premier incalza Crosetto sulla presenza a Dubai
Conte attacca anche Crosetto sulla presenza a Dubai nelle ore in cui la crisi รจ esplosa, tra versioni cambiate e richieste di chiarimento sulle tutele per gli italiani nellโarea; Crosetto difende le proprie scelte spiegando di aver abbinato ferie e impegni istituzionali. “Ho sbagliato a non abbandonare i miei figli? – ha replicato Crosetto -, Dopo averli accompagnati a Mascate sono rientrato in Italia con un volo militare e ho deciso di non portarli con me perchรฉ sarebbe stato istituzionalmente sbagliato, rientreranno secondo le possibilitร di tutti gli altri italiani presenti nell’area”.
Schlein: venga a riferire in Parlamento Meloni
Duro lโaffondo anche della leader dem. “Apprezziamo la vostra disponibilitร a venire, ma chiediamo una informativa della presidente del consiglio, perchรฉ le implicazioni politiche chiamano in causa l’intero Paese, c’รจ bisogno di una parola chiara di Meloni”, ha detto Elly Schlein. Una richiesta sottoscritta da tutti i capigruppo d’opposizione – Pd, M5s, Avs, Azione, Iv e Piรน Europa – che hanno scritto una lettera unitaria ai presidenti di Camera, Lorenzo Fontana, e Senato, Ignazio La Russa, per chiedere di convocare con urgenza la premier.
ร una richiesta che va oltre la polemica: se la crisi รจ davvero cosรฌ grave e imprevedibile, la vaghezza non รจ sostenibile. E il punto, oggi, รจ proprio questo: lโItalia sembra schierata, ma resta poco chiaro dove finisca la fedeltร atlantica e dove inizi una strategia nazionale, leggibile e verificabile, dentro e fuori dal Parlamento. Perchรฉ, in assenza di obiettivi dichiarati e di un mandato politico chiaro, lโโallineamentoโ rischia di diventare solo subalternitร . Come รจ stato finora, peraltro.