Non solo Tommaso Miele. Francesco Saccomanno e Vincenzo Virgiglio hanno tentato di avvicinare anche altri due magistrati della Corte dei Conti per ottenere informazioni e condizionare l’esame di legittimità sulla delibera Cipess che dava il via libera definitivo al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Un tentativo che, in questi due casi, è fallito. Al centro dell’indagine della procura di Roma ci sono sempre l’avvocato Saccomanno, ex componente del cda della società Stretto di Messina Spa ed ex commissario della Lega in Calabria, e l’imprenditore Virgiglio.
Il loro obiettivo, a partire dall’autunno del 2025, è stato quello di avere delle “talpe” all’interno della Corte dei Conti, soprattutto tra chi seguiva il dossier del Ponte sullo Stretto. Chi, secondo gli inquirenti, ha ceduto a queste pressioni è stato soltanto Miele (ex presidente aggiunto del tribunale contabile), che avrebbe poi fornito informazioni sull’iter del procedimento ai due altri indagati. Gli inquirenti, intanto, stanno lavorando sui materiali sequestrati ai tre, accusati di corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio.
Ponte sullo Stretto, Meloni tace e Tajani tira dritto sull’opera
Ma neanche l’inchiesta sembra scuotere il governo, che tira dritto sul progetto del Ponte. Lo fa Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e leader di Forza Italia, secondo cui bisogna “andare avanti”: “Non voglio interferire nella vicenda giudiziaria – dice – però non mi pare che sia granché, il Ponte è un grande progetto che deve andare avanti”. Il suo ragionamento è che quanto emerso dalle indagini non ha portato effetti, considerando che la Corte dei Conti ha poi uguallmente bocciato la delibera del Cipess, contrariamente a quanto auspicato dagli indagati.
A dire che bisogna andare avanti è anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, secondo cui “non cambia assolutamente nulla: il percorso va pienamente avanti”. Sul tema, assicura il sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano, non c’è stata discussione sul tema in Consiglio dei ministri: “Francamente non ne abbiamo parlato”, afferma.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intanto resta in silenzio sul Ponte. D’altronde il progetto è molto più caro a Matteo Salvini che a lei, ma anche il leader leghista per ora non si esprime. Di fronte al silenzio del governo, ci pensano Movimento 5 Stelle, Pd e Avs a chiedere in Aula alla Camera un’informativa urgente della stessa presidente del Consiglio, proprio sull’inchiesta. “I fatti che stanno emergendo – sottolinea Marco Grimaldi di Avs – sono gravissimi e non possono essere derubricati a un conflitto politico”.