Trump dice che sta negoziando con l’Iran, ma l’Iran smentisce. A parte il fatto che Trump è un bugiardo compulsivo, cosa c’è di vero?
Gianni Garrone
via email
Gentile lettore, la tendenza di Trump a mentire è esaltata dal desiderio di apparire vincente in una guerra che è disastrosa per gli Usa, per Israele e per le economie del mondo intero. Trump s’è cacciato in un grosso guaio: la sua opinione pubblica si ribella e lui cerca una via d’uscita. L’Iran ha smentito i “colloqui in corso”, ma ieri ha affermato di aver ricevuto “messaggi” da Washinton tramite mediatori. Al netto degli errori di pianificazione (una guerra senza obiettivi logici), è stata decisiva la resistenza dell’Iran anche dopo l’omicidio di Khamenei: il regime “tiene” e l’arsenale missilistico si dimostra più fornito del previsto, mentre Usa e Israele stanno esaurendo le scorte di intercettori. Ma quello che ha indotto Trump alla marcia indietro è soprattutto la risposta dell’Iran alla sua minaccia di colpire le infrastrutture energetiche: se accadrà, ha detto Teheran, distruggeremo tutte le strutture petrolifere del Golfo. Sarebbe l’apocalisse: il mondo senza energia per anni, tutti i Paesi industrializzati si fermerebbero. E poi Teheran ha aggiunto una mossa geniale: “Attaccheremo gli istituti finanziari che comprano Buoni del Tesoro americani e finanziano la guerra”. Immagini missili su tutti gli uffici di JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley in Medio Oriente, azionisti ammazzati a decine, vendita furiosa del debito pubblico e Usa a rischio default: scacco matto. 24 ore dopo, bandiera bianca: Trump ha annunciato “colloqui con l’Iran”.