Dopo quattro settimane di feroce guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran che ha causato la paralisi dello Stretto di Hormuz, ossia il piccolo lembo di mare da cui passa oltre il 30% del petrolio mondiale, il prezzo dei carburanti sta schizzando alle stelle. Come sa chiunque va a fare rifornimento, fare il ‘pieno’ dell’automobile è diventato un vero e proprio salasso e le misure del governo di Giorgia Meloni, ossia il taglio delle accise da 25 centimetri e per soli 20 giorni, si sono rivelate inefficaci.
Il dato che colpisce è il gasolio che da giorni ha sfondato la soglia psicologica dei 2 euro al litro e continua la sua folle corsa, oggi attestandosi in media a 2,038 euro al litro nel self service. Un livello che fino a prima dello scoppio del conflitto era letteralmente impensabile. Male anche la benzina benzinache al self service costa 1,743 euro al litro.
Per quanto riguarda i carburanti alternativi, il Gpl servito sale a 0,663 euro al litro, il metano servito a 1,544 euro al kg, il Gnl a 1,248 euro al kg.
I listini aggiornati e il prezzo in Autostrada
Secondo i dati di Staffetta Quotidiana, i diversi operatori stanno rispondendo in modo diverso davanti alle tensioni internazionali. Eni ritocca i listini verso l’alto, con aumenti di 2 centesimi su benzina e diesel, mentre Q8 – a sopresa – taglia la benzina di 5 centesimi.
Ma è in autostrada dove la situazione si fa ancora più pesante. Qui il diesel self service supera i 2,09 euro al litro, mentre in modalità servito si sfiora quota 2,35 al litro. La benzina self service costa 1,804 euro al litro mentre il servito vola a 2,054 euro al litro. Discorso diverso per i carburanti alternativi con il Gpl a 0,775 euro al litro, il metano a 1,552 euro al kg, e il Gnl a 1,296 euro al kg