Dopo un mese di guerra in Iran, fare il pieno alla propria automobile diventa sempre più amaro. E non si tratta di una semplice sensazione, ma di un dato di fatto che si legge chiaramente sul display dei distributori dove, a causa delle tensioni internazionale causate dalla guerra in Iran, il caro carburanti continua la sua folle corsa.
La benzina self service viaggia ormai intorno a 1,747 euro al litro, mentre il diesel va addirittura peggio toccanto quota 2,055 euro al litro (in aumento di 13 centesimi rispetto a venerdì). Stando all’ultima rilevazione di Staffetta Quotidiana, IP e Q8 ritoccano al rialzo il diesel di un centesimo. Fa peggio Tamoil dove l’aumento per la verde è di 2 centesimi, mentre per il gasolio è di +5 centesimi.
Non si ferma la corsa del prezzo dei carburanti
Ancora più salato il conto per il ‘servito’, con la benzina che qui tocca quota 1,833 euro al litro, come frutto della media tra il prezzo praticato dalle compagnie (1,919 euro al litro) e quello delle cosiddette pompe bianche (1,816 euro al litro). Male il diesel servito che arriva a 2,187 euro al litro (come media tra il prezzo praticato dalle compagnie che tocca quota 2,229 euro al litro, e le pompe bianche ferme a 2,109 euro al litro).
Per quanto riguarda i carburanti alternativi, il Gpl servito costa 0,662 euro al litro, il metano 1,550 euro al kg e il Gnl 1,251 euro al kg.
Automobilisti sotto pressione
Ma è sulle autostrade dove le cose si fanno ancora più complicate. Qui la benzina self service viene venduta a 1,812 euro al litro mentre il servito tocca quota 2,065 euro al litro. Fa peggio il gasolio self service venduto a 2,117 euro al litro, mentre il servito raggiunge quota 2,369 euro al litro.
Rete autostradale dove anche i carburanti alternativi hanno prezzi sensibilmente più alti. Il Gpl tocca quota 0,784 euro al litro, il metano 1,578 euro al kg, e il Gnl 1,310 euro al kg.