Mentre infuria la guerra in Iran, l’Europa foraggia la guerra in Ucraina. Non ho capito se i 90 miliardi promessi a Zelensky per quest’anno siano stati erogati o no.
Danilo Rampi
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Gentile lettore, per ora no, per il veto di Slovacchia e Ungheria. Orbàn sostiene che l’Ucraina abbia interrotto il passaggio del gas russo destinato all’Ungheria per danneggiare la sua campagna elettorale. Secondo Kiev, invece, il gasdotto è stato colpito dai russi (sempre autolesionisti ‘sti russi, si sabotarono anche i Nord Stream). Fatto sta che i tecnici mandati da Orbàn non hanno avuto il permesso di visionare il gasdotto e nessuno lo sta riparando. Detto questo, non dubiti che presto Zelensky vedrà il malloppo promesso. L’Italia sborserà circa 17 miliardi, il doppio degli anni passati. Del resto, come dice Meloni, “Non m’importa dell’opinione pubblica, Kiev va sostenuta”. A proposito, l’altro giorno Kiev ha vinto un premio come terza città in Europa per numero di vendite di auto Bentley, le avversarie della Rolls Royce nel ramo lusso (1° Padova, 2° Rotterdam). Nella cerimonia a Marbella gli ucraini hanno chiesto che non fossero mostrate le diapositive relative a Kiev, per delicatezza. Sono tanto delicati ‘sti ucraini. Il prezzo d’una Bentley parte da 160.000 dollari, ma con le personalizzazioni può superare i 400.000. Lei dirà: ma l’Ucraina non era uno dei Paesi più poveri d’Europa? Si, ma fino a un certo punto, direbbe il ministro Tajani. Mica si può pretendere che chi è abituato a fare la pipì nei water d’oro massiccio, poi esca di casa e appoggi le natiche su un’utilitaria cinese da 7.999 euro, che diamine! Noblesse oblige