Passano le settimane, ma resta il paradosso che mentre i prezzi dei carburanti alla pompa salgono, le quotazioni internazionali del petrolio scendono. Eppure questa è la triste normalità a cui ci stiamo abituando e che è resa più evidente dalla guerra in Iran di Donald Trump e Benjamin Netanyahu che sta causando uno shock energetico globale.
Un’emergenza che grava sempre di più sugli automobilisti italiani che sono costretti a pagare cifre sempre maggiori per fare il pieno alla propria automobile. E le cose rischiano di peggiorare ulteriormente perché lo sconto sulle accise è in scadenza il 7 aprile, e senza di esso il diesel, almeno stando ai prezzi di oggi, toccherebbe i 2,32 euro al litro. Si tratta di un prezzo mai visto prima, neanche nel corso delle precedenti crisi petrolifere.
Fortunatamente questa eventualità sembra destinata a non verificarsi visto che il ministro degli Affari Europei e del Pnrr, Tommaso Foti, a SkyTG24, ha dichiarato che “in settimana prolungheremo il taglio delle accise”. Un provvedimento che, salvo colpi di scena, verrà preso questo venerdì in un’apposita riunione del governo.
Il caro carburanti vola
Dati alla mano, alla pompa i prezzi dei carburanti sulla rete stradale vedono la benzina self service venduta a 1,754 € al litro (+3 millesimi rispetto a ieri), mentre il diesel self service raggiunge quota 2,076 € al litro (+9 millesimi). Discorso ancora peggiore per il servito dove la verde costa 1,887 € al litro, e il gasolio a 2,199 € al litro.
Come lecito aspettarsi, in autostrada il dato è ancora peggiore con la verde al self service venduta a 1,821 € al litro e quella ‘servita’ a 2,066 € a litro. Sempre in autostrada il gasolio self service costa 2,142 € al litro, mentre il servito arriva a 2,380 € a litro.
Va meglio per i carburanti alternativi che al momento vedono il GPL a 0,663 €/litro, il Metano a 1,553 €/kg e il GNL a 1,252 €/kg.