Un diverbio, l’ennesimo, con un ospite in studio (del centro-sinistra), riaccende le polemiche su Bruno Vespa, l’artista molto ben pagato dalla Rai (circa 3,5 milioni di euro, ma Viale Mazzini non ha mai confermato né smentito la cifra svelata da La Notizia), per condurre Porta a Porta su Rai 1.
Stavolta a scatenare le ire del conduttore è stato il deputato dem Giuseppe Provenzano, protagonista giovedì – suo malgrado – di un duro botta e risposta con Vespa, concluso così dal padrone di casa: “Questo non glielo consento. Con quello che vedete in giro sulla par condicio, non glielo consento. Ha fatto una battuta che poteva risparmiarsi. Adesso stia zitto e lasci parlare gli altri”.
I Dem: “La Rai prenda le distanze”
Immediate le polemiche. “Inaccettabile e sproporzionata la reazione del conduttore”, hanno attaccato ieri i componenti dem della commissione di Vigilanza, che “chiedono alla Rai, azienda del servizio pubblico, una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati da Vespa, che minano il ruolo imparziale della trasmissione”.
Per Sandro Ruotolo è un episodio “grave, gravissimo”, che “racconta lo stato disastroso in cui versa il servizio pubblico radiotelevisivo. ‘Porta a Porta’ non può trasformarsi in una ‘quarta camera’ senza regole, né tantomeno in uno spazio in cui il conduttore diventa protagonista e arbitro politico”. Tanto che Ruotolo invoca un “vero cambiamento” nel servizio pubblico, nel segno di pluralismo”, che forse sarebbe potuto arrivare già negli anni ruggenti di Matteo Renzi, quando il Pd dominava in Rai e Vespa veniva confermato a Viale Mazzini, inamovibile come il famoso cavallo…
Dal canto suo, Vespa ieri non ha nascosto il proprio disappunto e, anzi, ha continuato ad attaccare, parlando di sé in terza persona… Si è trattato, ha dichiarato, della “più grave offesa a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato la propria correttezza professionale. Come sanno bene Agcom e Rai – ha quindi aggiunto – ‘Porta a Porta‘ ha sempre fatto della par condicio la sua, forse stupida, religione”. Parole in libertà. Come quelle del centrodestra, sceso in campo in maniera compatta a difesa del conduttore.
Per il meloniano Giovanni Donzelli, “il Pd vuole epurare Vespa” perché mira a “censurare i giornalisti indipendenti”… Parole in libertà, appunto.