Il conto della guerra in Iran si fa sempre più salato. Soltanto per l’Ue parliamo di oltre 22 miliardi aggiuntivi in soli 44 giorni, come sottolineato dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Ma il problema, per l’Italia, non è solo il conto salato, ma anche il nuovo diniego da parte di Bruxelles alla richiesta di maggiore flessibilità sul Patto di stabilità. Non solo, perché von der Leyen invia anche un altro messaggio, indirettamente, all’Italia, sostenendo che le misure anti-crisi devono essere mirate e temporanee e non devono incentivare i consumi. L’esatto opposto di quanto fatto dal governo Meloni con il taglio delle accise. E anche il piano energia che la Commissione si appresta a presentare il 22 aprile sembra andare in direzione opposta a quella italiana.
La strategia di von der Leyen e il parziale ritorno al Green deal
Partiamo dal conto della guerra in Iran: “Dall’inizio del conflitto, 44 giorni fa, la nostra bolletta per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 22 miliardi di euro. 44 giorni, 22 miliardi di euro, senza un singolo atomo di energia aggiuntiva”, afferma von der Leyen. E questi costi extra non finiranno con il cessare della guerra, ma “persisteranno ancora per qualche tempo”. Le misure che gli Stati membri applicano contro la crisi, spiega la numero uno della Commissione, devono però essere “temporanee, mirate, tempestive” e la raccomandazione agli Stati è che “non peggiorino i livelli di deficit”.
Ma, soprattutto, la sospensione del Patto di stabilità, più volte richiesta dall’Italia, non ci sarà: “Non ci sono le condizioni”, taglia netto von der Leyen. Poi la presidente della Commissione passa alle proposte, con il pacchetto di provvedimenti sul capitolo energia che verrà presentato il 22 aprile. L’obiettivo è agire su due livelli: misure nell’immediato come il contenimento dei consumi e interventi mirati contro i rincari e poi una revisione dei permessi Ets e un investimento reale su rinnovabili, nucleare ed elettrificazione.
Le misure proposte riguarderanno innanzitutto il coordinamento tra gli Stati, con l’attivazione di una piattaforma per il riempimento degli stoccaggi di gas evitando che i Paesi vadano sul mercato nello stesso momento, facendosi concorrenza reciproca. Si pensa poi a regole per aiuti di Stato più flessibili per i settori maggiormente esposti e anche, sul fronte della domanda, a promuovere interventi di efficienza energetica come la ristrutturazione degli edifici e il rinnovo delle apparecchiature industriali. La soluzione, per von der Leyen, è quella di puntare su rinnovabili e nucleare, andando di pari passo con la strategia di elettrificazione anche dell’economia, da presentare prima dell’estate.