L'Editoriale

Crozza-Tajani meglio dell’originale

Crozza-Tajani meglio dell’originale

Hai voglia a prendertela con i comici. Brunella Orecchio in Tajani non ha preso per niente bene l’imitazione, diventata virale, del marito. “Ma Crozza (Maurizio, ndr) al di là di quello che fa che mi pare pochino sa fare qualcosa di utile senza offendere”, ha scritto qualche giorno fa su Facebook. La satira del resto è satira, ed è fatta per disturbare il potere: se la moglie di un potente si risente, ha raggiunto il suo scopo. Ma viste le ultime, imbarazzanti performance del ministro degli Esteri, l’imitazione di Crozza è forse perfino preferibile all’originale. E lasciamo stare la gag della telefonata in diretta social con l’ambasciatrice italiana in Iran (“Oggi come sono stati i bombardamenti?”, 7 marzo 2026) o i preziosissimi consigli dispensati dal titolare della Farnesina ai connazionali rimasti bloccati a Dubai per mettersi al riparo dai droni degli ayatollah (tipo “l’invito è quello di non affacciarsi e di non andare per strada”, 2 marzo 2026).

È quando il discorso si fa serio che preferiremmo ascoltare la versione ministeriale di Crozza. Quando, per esempio, con decine di migliaia di civili palestinesi morti tra le macerie di Gaza, lo abbiamo sentito assolvere Netanyahu e il suo governo: “Israele non è un Paese criminale. Non ha compiuto crimini” (Report, 14 gennaio 2025). E pazienza se, per quei crimini, sul premier israeliano pende un mandato di cattura spiccato dalla Corte penale internazionale. Mandato che, se il premier israeliano venisse in Italia, a detta di Tajani non sarebbe comunque eseguito: “Mi pare che è tutto molto chiaro, ci sono delle immunità e le immunità vanno rispettate” (Ansa, 15 gennaio 2025).

Poi c’è stata la batosta referendaria sulla riforma della Giustizia. E sulla scia del calo dei consensi, c’eravamo illusi che, sebbene con colpevole ritardo, il governo si fosse ravveduto dopo tre anni di sostegno incondizionato a Netanyahu con la sospensione del rinnovo automatico del Memorandum sulla difesa con Israele. Ma ieri Tajani ha scoperto il bluff, opponendosi con la Germania, allo stop all’accordo Ue-Israele. “Abbiamo una posizione diversa dalla Spagna, perché la loro non ci sembra la via giusta. La nostra posizione è identica alla Germania”, ha spiegato. Non so voi, ma io continuo a preferire l’imitazione di Crozza all’originale.