Tra Iran e Stati Uniti prosegue lo stallo diplomatico e Trump sta perdendo la pazienza. Per Axios attende in giornata nuovi piani di attacco per piegare gli ayatollah

Tra Iran e Stati Uniti prosegue lo stallo diplomatico. Trump furioso attende in giornata i nuovi piani di attacco per piegare gli ayatollah

Tra Iran e Stati Uniti prosegue lo stallo diplomatico e Trump sta perdendo la pazienza. Per Axios attende in giornata nuovi piani di attacco per piegare gli ayatollah

Con il perdurare dello stallo nei negoziati di pace tra Iran e Stati Uniti, cresce la tensione e sembra avvicinarsi una resa dei conti finale. Come riferisce Axios, nella giornata odierna il presidente Donald Trump dovrebbe ricevere i piani aggiornati dal comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, nei quali sono elencate le possibili azioni militari contro il regime degli ayatollah.

Secondo il portale americano, l’opzione sostenuta dal Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) sarebbe quella di condurre una serie di attacchi “brevi e potenti”, probabilmente contro obiettivi infrastrutturali e strategici, in grado di piegare l’Iran e costringerlo a tornare al tavolo negoziale in posizione di debolezza. L’alternativa, ritenuta più rischiosa, consisterebbe invece in un’azione su larga scala con l’obiettivo di prendere il controllo dello Stretto di Hormuz e riaprirlo alla navigazione. Questa seconda ipotesi, di gran lunga più incisiva e pericolosa, includerebbe anche l’impiego di forze di terra.

Tra Iran e Stati Uniti prosegue lo stallo diplomatico e Trump sta perdendo la pazienza. Per Axios attende in giornata nuovi piani di attacco per piegare gli ayatollah

I piani prevederebbero inoltre una terza opzione, già discussa in passato ma accantonata perché giudicata estremamente rischiosa: l’invio di forze speciali sul territorio iraniano per recuperare l’uranio arricchito al 60%, che si troverebbe sotto le macerie degli impianti di ricerca nucleare, tra cui quelli di Isfahan.

Quel che è certo è che il Centcom, in previsione di possibili attacchi che Trump potrebbe autorizzare in caso di mancati progressi diplomatici, ha già richiesto l’invio in Medio Oriente del missile ipersonico Dark Eagle. Si tratta di un’arma innovativa e mai testata sul campo, il cui sviluppo è stato segnato da ritardi e dubbi sulla sua efficacia. Con un costo di circa 15 milioni di dollari per unità, sarebbe destinata a colpire i lanciatori di missili balistici situati in profondità nel territorio iraniano, posizionati fuori dalla portata del missile Precision Strike, capace di raggiungere bersagli a oltre 480 chilometri di distanza.

Le indiscrezioni di stampa non sembrano tuttavia spaventare il governo di Teheran che, al contrario, continua ad alzare i toni. Il consigliere di Mojtaba Khamenei, Mohsen Rezaei, ha dichiarato che l’Iran è pronto a difendersi e che il blocco statunitense dei porti iraniani è destinato a fallire, poiché il Paese dispone di molteplici modalità per aggirarlo. Non solo: ha aggiunto che, qualora il blocco dovesse proseguire, Teheran potrebbe ricorrere all’opzione militare per romperlo e respingere gli Stati Uniti fuori dal Golfo.