L’abbordaggio, in piena notte e in acque internazionali, della Global Sumud Flotilla, la flotta di attivisti decisi a riportare l’attenzione sulla drammatica situazione dei palestinesi a Gaza, da parte delle forze navali israeliane si è trasformato nel più che prevedibile polverone politico. Nell’immediatezza dei fatti, a spiegare cosa stesse accadendo è stato Gur Tsabar, addetto stampa della Global Sumud Flotilla, che con toni duri ha dichiarato che si è trattato “di un vero e proprio attacco contro civili in acque internazionali. Imbarcazioni civili disarmate, a centinaia di chilometri da Israele, vengono circondate e minacciate con le armi”.
Il fatto più grave è che, a differenza di quanto accaduto nei mesi scorsi, l’abbordaggio, sempre secondo Tsabar, sarebbe illegale, in quanto “Israele non ha giurisdizione in queste acque. Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente a un rapimento in alto mare”. Per questo, “ogni governo ha l’obbligo di proteggere gli oltre 400 civili a bordo e di rispettare il diritto internazionale. Il silenzio, in questo momento, equivale a una totale complicità”.
Come riporta l’ANSA, citando fonti israeliane, 21 imbarcazioni su 58 sarebbero state intercettate e oltre 175 attivisti, di cui 25 italiani, sarebbero stati trasferiti sulle navi della Marina militare israeliana per essere condotti al porto di Ashdod, in una traversata che potrebbe durare alcuni giorni. Le restanti imbarcazioni, secondo quanto trapela, avrebbero fatto inversione di rotta per evitare un ulteriore peggioramento della situazione.
Israele insiste: “Operazione legittima”
Come già avvenuto in passato, malgrado le proteste internazionali, da Tel Aviv hanno rivendicato l’operazione come “legittima”. Secondo quanto scritto su X dal ministero degli Esteri israeliano, “la forza trainante dietro la provocazione della Flotilla è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace del presidente Trump e di distogliere l’attenzione dal rifiuto di Hamas di disarmarsi”. “Israele è impegnato a garantire la libertà di navigazione. A causa del gran numero di imbarcazioni coinvolte, del rischio di escalation e della necessità di impedire la violazione di un blocco ritenuto legale, è stato necessario intervenire tempestivamente in conformità con il diritto internazionale”, prosegue il ministero.
Lo stesso conclude affermando che “un’ispezione iniziale delle imbarcazioni ha rivelato materiali che sembrano essere droghe e contraccettivi. Questa Flotilla è un altro stunt mediatico, privo di aiuti umanitari. Si tratta di provocatori professionisti in crociere di piacere”.
Palazzo Chigi protesta: “Liberate gli italiani fermati illegalmente”
Parole che non hanno certo contribuito ad allentare un clima già teso. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato una riunione di governo, al termine della quale è stata diffusa una nota di Palazzo Chigi: “Il governo italiano condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche, e chiede al governo israeliano l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità delle persone a bordo”.
Opposizioni sul piede di guerra
Una posizione che, però, per le opposizioni resta fin troppo morbida. A dirlo senza mezzi termini è il deputato M5S Francesco Silvestri, capogruppo nella Commissione Esteri di Montecitorio, secondo cui: “Abbordare in acque internazionali imbarcazioni battenti bandiera italiana, rapendo sotto la minaccia delle armi oltre cinquanta italiani che non hanno violato alcuna legge, è una gravissima violazione del diritto internazionale e un oltraggio al nostro Paese. Non per il governo dei finti patrioti, che questa volta non finge nemmeno di protestare, limitandosi a chiedere spiegazioni”.
Poi, rincarando la dose, aggiunge che “Meloni, Tajani e Crosetto perdonano tutto al criminale ricercato internazionale Netanyahu – genocidi, invasioni, spari contro i nostri caschi blu in Libano, arresti di nostri carabinieri in Cisgiordania – opponendosi a sanzioni europee contro il governo israeliano, alla sospensione dell’accordo commerciale UE-Israele e restando ambigui sull’effettivo stop al memorandum di cooperazione militare Italia-Israele”.
Sul caso è intervenuto anche Anouar El Anouni, portavoce della Commissione UE per gli Affari esteri, sostenendo che “la libertà di navigazione nel diritto internazionale deve essere rispettata. Questo è un punto fermo. Abbiamo invitato, e ribadiamo l’invito, a Israele a rispettare il diritto internazionale, compreso quello umanitario e marittimo”. Appelli che, tuttavia, non sembrano aver smosso il governo di Benjamin Netanyahu e che difficilmente porteranno a una presa di posizione netta da parte dell’UE.