Il caro energia presenta il conto: per le famiglie aumenti fino a 2.270 euro

Secondo il Fondo monetario internazionale il caro energia, causato dalla guerra in Iran, costerà dai 450 ai 2.270 euro alle famiglie italiane.

Il caro energia presenta il conto: per le famiglie aumenti fino a 2.270 euro

Un conto che va dai 450 euro ai 2.270 euro a famiglia. Le stime del Fondo monetario internazionale sull’impatto della guerra in Iran, scatenata da Stati Uniti e Israele, fanno lanciare l’allarme sulla situazione degli italiani, che rischiano di dover pagare centinaia, se non migliaia, di euro in più in bolletta quest’anno a causa del caro energia.

Per l’Italia l’impatto è stimato in 450 euro a famiglia nello scenario base, ovvero quello ai prezzi attuali. Ma la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare e nello scenario più grave si può arrivare a un costo per famiglia di 2.270 euro aggiuntivi nel solo 2026.

Le stime del Fmi: il caro energia costerà fino a 1.750 a famiglia in Ue

Le stime del Fmi, presentate dal vicedirettore per l’Europa, Oya Celasun, ipotizzano un costo legato al caro energia nello scenario attuale di circa 375 euro per ogni famiglia Ue nel 2026. Parliamo dello 0,7% del consumo medio che viene bruciato dagli aumenti legati al caro energia.

Le cifre sono ovviamente variabili in base ai singoli Paesi: si va dai 620 euro della Slovacchia ai soli 134 della Svezia. Differenze che dimostrano quanto conti il mix energetico dei singoli Stati. In caso di scenario grave, invece, la perdita media a famiglia si attesterebbe in Ue a 1.750 euro. E in Italia, come detto, va anche peggio, superando i 2.200 euro.

A rischio anche la crescita

Il Fondo monetario calcola poi le conseguenze anche per la crescita nell’Eurozona. Nello scenario base il Pil salirebbe dell’1,1% quest’anno e dell’1,2% il prossimo, con un’inflazione che già nel 2026 raggiungerebbe il 2,6%. Ma nello scenario grave andrebbe molto peggio, con l’Eurozona che sarebbe vicina alla recessione.

Intanto anche i mercati “stanno diventando più pessimisti sui prezzi dell’energia”, avvicinandosi allo scenario avverso. Inoltre, lo shock energetico ha anche altre conseguenze: “I rendimenti e gli spread dei titoli di Stato sono aumentati, tuttavia la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, come previsto nel scenari avversi e più severi”.

Infine, dal Fmi arriva un’altra bocciatura nei confronti dell’Italia e della sua proposta di una deroga al Patto di stabilità per le spese energetiche. Il ricorso alla clausola di salvaguardia può avere senso, per l’Fmi, solo in “circostanze straordinarie” e “non sembriamo trovarci in uno scenario del genere”. Meglio, quindi, sostegni mirati, ma non mancano le critiche al taglio delle accise dei carburanti (applicato non solo in Italia): si tratta, spiega l’Fmi, di misure che “stanno distorcendo i prezzi di mercato dell’energia”.