Olimpiadi, faro della Corte dei Conti sugli extra-costi dell’Arena Santa Giulia: perquisizioni negli uffici del dg di Palazzo Marino

Per l'Arena costi lievitati dai 180 milioni previsti a una cifra compresa tra i 250 e i 270. Extracosti per 21 milioni a carico del pubblico

Olimpiadi, faro della Corte dei Conti sugli extra-costi dell’Arena Santa Giulia: perquisizioni negli uffici del dg di Palazzo Marino

Nella narrazione post-olimpiadi, è annoverata come uno dei “lasciti dei Giochi” a Milano (insieme al Villaggio Olimpico), sebbene sia un’opera totalmente privata. È l’Arena di Santa Giulia, palazzetto firmato dall’archistar David Chipperfield, che durante i Giochi ha ospitato le gare di hockey su ghiaccio maschile (sebbene non fosse a norma e solo grazie a una deroga) e che ora, a Olimpiadi concluse, si appresta a imporsi come il nuovo tempio della musica e degli eventi meneghini.

Chiesti al pubblico milioni di extra-costi

Una “legacy” interamente realizzata dal gruppo tedesco CTS Eventim. Realizzata forse, pagata no di certo, visto che la multinazionale a gare appena concluse, si è affrettata a presentare una richiesta milionaria di extracosti al Comune di Milano, motivata dal rincaro delle materie prime, dall’aumento dei costi della manodopera e dalla necessità di accelerare i lavori per rispettare la scadenza olimpica.

Una richiesta che non è passata inosservata dalle parti della Corte dei Conti che sulla vicenda ha acceso un gigantesco faro. L’indagine sul possibile danno erariale è condotta dalla procura lombarda, che nelle scorse settimane aveva avviato un’istruttoria e che ieri ha spedito la Guardia di Finanza a sequestrare documenti negli uffici del Comune.

Così la Gdf si è presentate alla direzione generale di Palazzo Marino – quella guidata da Christian Malangone, il braccio destro del sindaco Beppe Sala, già indagato nelle inchieste sull’Urbanistica e sulla vendita dello Stadio di San Siro, nonché rappresentate del Comune nel Cda della Fondazione Milano-Cortina – con un ordine di esibizione di carte e documenti “utili allo sviluppo dell’indagine”.

A destare l’attenzione l’escalation del budget complessivo dell’opera, passato dai circa 180 milioni inizialmente stimati a una cifra compresa tra i 250 e i 270 milioni, anche a causa dell’inflazione e di varianti progettuali, sebbene una cifra chiara e definita non ci sia. A giochi ancora aperti, il governo Meloni aveva autorizzato Palazzo Marini a erogare fondi fino a 21 milioni a Verbatim. Erogazione approvata dal Comune a febbraio 2026, contestualmente alla nomina, di una commissione terza per verificare la fondatezza della richiesta dell’operatore privato.

I documenti negati da palazzo Marino e la sconfitta al Tar

Da ricordare poi che il governo aveva già “aiutato” il costruttore, affittando spazi e giorni dell’Arena, per eventi futuri, tutti ancora da decidere, un escamotage per aggirare una possibile accusa di aiuto di Stato. Non solo, il Comune era stato anche sconfitto al Tar dal periodico Altraeconomia che si era visto negare i documenti sugli extra-costi. Per il Comune, le trattative sui fondi pubblici richiesti da un operatore privato, erano “corrispondenza soggetta a segreto…”.

Gestione olimpica, l’affondo dei 5 Stelle

“Il faro puntato dalla procura regionale della Corte dei Conti che ipotizza un danno erariale per oltre 130 milioni, è l’ennesimo episodio che alimenta il sospetto di una gestione oltremodo ‘allegra’ del denaro pubblico per le Olimpiadi di Milano-Cortina”, commenta la senatrice Elena Sironi (M5s).

“Chi continua a dirci che va bene tutto, deve avere il  coraggio di dire ai cittadini che il conto quadruplicato del dossier a cinque cerchi lo stanno pagando loro”, aggiunge Sironi, che ricorda come il ministro Andrea Abodi, rispondendo a una sua interrogazione, si “sia arrampicato sugli specchi di fronte al finanziamento da 500 milioni del governo alla struttura commissariale paralimpica, che, a sua volta, ha fatto confluire alla Fondazione Milano-Cortina 350 milioni di questi soldi pubblici. Fondazione su cui pende la pronuncia della Consulta, oltretutto, per chiarire la sua natura giuridica”.

Sala, il 15 chiarimento con la maggioranza

Sempre ieri Sala ha annunciato per il 15 maggio una riunione con tutta la sua maggioranza, per organizzare l’ultimo anno di consiliatura. “Manca un anno, è meglio che ci intendiamo sulle cose da fare, perché in questo momento è chiaro che serve soprattutto armonia per prepararsi alla prossima campagna elettorale e a me serve portare a casa ancora un po’ di progetti su cui stiamo lavorando”, ha spiegato.

Probabilmente nei chiarimenti rientrerà anche il capitolo Malangone, che Sala nonostante le inchieste, ha appena nominato nel Cda di Atm, suscitando non pochi mal di pancia. Acuiti tre giorni fa dalla decisione del Tribunale del Riesame, che ha stabilito il pieno diritto della Procura a visionare tutto il contenuto del telefono e del Pc sequestrati a Malangone nell’inchiesta su San Siro. Il manager infatti si era rifiutato di fornire la password (unico tra i 7 indagati) e si era opposto alla consegna dei documenti.