Ville sontuose per riciclare il denaro: Andriy Yermak, ex fedelissimo di Zelensky, finisce nel mirino dell’anti corruzione ucraina

Ville sontuose per riciclare il denaro: Andriy Yermak, ex fedelissimo di Zelensky, finisce nel mirino dell'anti corruzione ucraina

Ville sontuose per riciclare il denaro: Andriy Yermak, ex fedelissimo di Zelensky, finisce nel mirino dell’anti corruzione ucraina

In Ucraina le bocche restano cucite, ma il nuovo scandalo su un presunto giro di riciclaggio di denaro che coinvolgerebbe Andriy Yermak rischia di creare l’ennesimo grattacapo per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, l’ex capo dell’Ufficio presidenziale ed ex stretto collaboratore del leader di Kiev sarebbe finito nel mirino della Procura specializzata anticorruzione (Sapo) e del National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (NABU), nell’ambito di una maxi inchiesta su un presunto sistema di riciclaggio di denaro.

Si tratta di un terremoto politico e giudiziario che arriva in una fase estremamente delicata del conflitto, segnata dal perdurante stallo al fronte e dai tentativi diplomatici, sostenuti dagli Stati Uniti di Donald Trump, di trovare una exit strategy a una guerra che va avanti dal 2022. Eventuali trattative di pace, alla luce di questa inchiesta, rischierebbero infatti di vedere politicamente indebolita la posizione ucraina. L’indagine potrebbe inoltre avere conseguenze anche sul percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea, un processo strettamente legato alle riforme interne e alla lotta alla corruzione.

Yermak nel mirino dell’anticorruzione

Come riferisce il quotidiano ucraino, che ha ricostruito i dettagli più rilevanti dell’inchiesta nel rispetto delle norme locali che impediscono alla Procura di divulgare ufficialmente i nomi degli indagati, al centro del caso ci sarebbe proprio Yermak. L’ex fedelissimo di Zelensky, dimessosi nel novembre 2025 dopo le perquisizioni eseguite nei suoi confronti dagli organi anticorruzione, è sospettato di aver fatto parte di un “gruppo organizzato” che, negli ultimi anni, avrebbe riciclato circa 460 milioni di grivne, pari a 10,5 milioni di dollari. Il sistema individuato dagli investigatori ruoterebbe attorno a un progetto immobiliare destinato alla costruzione di residenze di lusso a Kozyn, cittadina situata a circa cinquanta chilometri a sud di Kiev. Secondo l’impianto accusatorio, il gruppo avrebbe utilizzato una rete di società di comodo, transazioni in contanti e perfino documenti finanziari fittizi.

Dubbi e sospetti

Per gli investigatori anticorruzione si tratterebbe quindi di un sistema consolidato. Sempre secondo quanto emerso dall’inchiesta, il progetto prevedeva la costruzione di quattro ville private di lusso, ciascuna di circa mille metri quadrati, collegate a un grande centro benessere condiviso con piscina e spa. Residenze che, stando a quanto sostenuto dagli investigatori, avrebbero avuto un valore di diversi milioni di euro. Che l’inchiesta riguardi Yermak, almeno secondo i media ucraini, sembrerebbe ormai evidente. Fonti investigative avrebbero infatti confermato al Kyiv Independent che l’indagato sarebbe proprio l’ex capo dell’Ufficio presidenziale ucraino, rivelando inoltre che una delle quattro ville sarebbe stata destinata a lui. Le stesse fonti hanno riferito che a Yermak sarebbe stato notificato un “notice of suspicion”, equivalente a un avviso di sospetto.

A confermarlo indirettamente sarebbe stato anche lo stesso ex collaboratore di Zelensky che, parlando con Ukrainska Pravda, si è difeso affermando: “Non possiedo case; ho solo un appartamento e un’auto, che avete visto”. Incalzato dalle domande dei cronisti, ha poi aggiunto: “Non commenterò nulla per ora. Quando le indagini saranno concluse, rilascerò un commento”.

L’altra inchiesta

Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, questa nuova indagine giudiziaria sarebbe collegata all’inchiesta “Midas”, relativa a un presunto sistema di corruzione da 100 milioni di dollari avviato lo scorso anno e incentrato sul monopolio nucleare statale Energoatom. Nel procedimento risultano già incriminati nove sospettati, tra cui Timur Mindich, stretto collaboratore di Zelensky, l’ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov e l’ex ministro dell’Energia e della Giustizia Herman Halushchenko.

L’inchiesta “Midas” aveva già portato a diverse perquisizioni, compresa quella nell’Ufficio presidenziale allora guidato da Yermak, che proprio in seguito a quelle verifiche aveva deciso di rassegnare le dimissioni.