Chissà se qualcuno resterà sorpreso nello scoprire che l’apertura di Vladimir Putin a negoziati sull’Ucraina mediati dall’Unione europea fosse soltanto un bluff. È quanto emerge dalle parole del vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko, che all’agenzia russa Tass ha dichiarato: “L’Unione europea mostra di voler prolungare il più possibile il conflitto in Ucraina, e ciò non può che comportare l’esclusione dell’Ue come mediatore per il raggiungimento della pace”. Malgrado ciò, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov continua a sostenere che i “lavori preliminari per la risoluzione del conflitto in Ucraina danno motivo di affermare che il conflitto finirà presto, sebbene non ci siano ancora dettagli specifici”.
Poi, con quella che appare come l’ennesima provocazione diplomatica, Peskov ha affermato che un incontro tra Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe possibile, aggiungendo però che un simile summit “avrebbe senso solo se il processo di pace fosse completamente concluso”. In sostanza, i due leader potrebbero vedersi soltanto al termine di negoziati che, da mesi, risultano bloccati e unicamente per ratificare un accordo già definito, non certo per negoziarlo.
Mosca si rimangia l’apertura alla mediazione dell’Ue: “Sono di parte, non possono partecipare ai negoziati di pace”
La sensazione è che per arrivare alla pace servirà ancora molto tempo. Nel frattempo, mentre la diplomazia continua a restare sullo sfondo, sul campo di battaglia, appena terminata la tregua di tre giorni, si è tornati a combattere duramente. Attacchi e contrattacchi hanno immediatamente riacceso il consueto scambio di accuse tra Kiev e Mosca, in un’escalation che appare destinata a prolungare ulteriormente il conflitto.