Il debito pubblico continua a salire, toccando un nuovo record. E continua a salire anche la quota di quel debito che è in mano a investitori stranieri. I dati pubblicati dalla Banca d’Italia smentiscono le intenzioni del governo e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che da tempo ribadisce l’obiettivo di affidare una quota maggiore di debito in mano agli italiani, anche per ridurre la dipendenza dai mercati esteri.
Il tentativo, portato avanti anche dalle emissioni di Btp Valore da parte del ministero dell’Economia, evidentemente non è bastato. Neanche i titoli di Stato destinati ai piccoli investitori italiani sono riusciti a riportare una quota di debito maggiore in mano alle famiglie. Ma non è questo l’unico dato rilevante che emerge dalla pubblicazione della Banca d’Italia. A marzo, infatti, il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato ulteriormente di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo il livello record di 3.158,8 miliardi.
Il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (31,5 miliardi) ha più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro e l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio. Per quanto riguarda i sotto-settori, il debito delle amministrazioni centrali è salito di 19,9 miliardi a fronte di un calo di 0,4 miliardi del debito delle amministrazioni locali. Sostanzialmente stabile, invece, il debito degli enti di previdenza. La vita media residua del debito è immutata a 7,9 anni.
Debito pubblico da record e sale la quota in mano agli stranieri
Dalla rilevazione della Banca d’Italia emerge che è aumentato il debito pubblico in mano a investitori stranieri, mentre è sceso di poco quello in mano alle famiglie e alle imprese italiane. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è diminuita al 17,6%, contro il 18% del mese precedente. La quota detenuta dai residenti, ovvero principalmente famiglie e imprese non finanziarie, allo stesso modo è scesa dal 14,3% del mese precedente all’attuale 14,2%.
A crescere, invece, è stata la quota di debito detenuta dei non residenti: si è passati dal 34,8% dello scorso gennaio al 35,4% a febbraio, l’ultimo mese per il quale è disponibile il dato. Numeri e percentuali che dicono come l’obiettivo del governo Meloni sia, almeno finora, fallito: se l’intenzione era incrementare la quota di debito in mano agli italiani, è evidente che le cose sono andate diversamente. E, anzi, è successo l’opposto, con l’aumento della quota straniera. Il sovranismo delle destre, ancora una volta, ha fallito.