Italia sempre più vecchia: il crollo demografico minaccia il PIL

Italia sempre più vecchia: il crollo demografico minaccia il Pil. Secondo Abi senza interventi mirati il Pil è destinato a crollare

Italia sempre più vecchia: il crollo demografico minaccia il PIL

Prosegue il calo demografico in Italia e crescono i timori per le conseguenze che questo potrà avere sull’economia. A delineare questo scenario è l’indagine promossa dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI), realizzata nell’ambito delle attività del Comitato tecnico strategico “Evoluzione demografica e servizi bancari”, presentata presso la sede dell’associazione. Il rapporto evidenzia come una minore popolazione in età lavorativa implichi una riduzione del potenziale di crescita dell’intero Paese.

Dati alla mano, in questo scenario critico, le stime sul PIL potrebbero risultare inferiori di oltre il 18% nel 2050 e di più del 30% nel 2080. Un’emergenza che, secondo il rapporto, può essere mitigata con interventi mirati a favore dei giovani, delle donne, dei lavoratori laureati e dei flussi migratori.

“I cambiamenti demografici e i disequilibri della popolazione rappresentano una sfida strutturale per l’Italia, inserendosi a pieno titolo tra gli otto macrotrend strategici definiti per l’industria bancaria nazionale, che spaziano dalla digitalizzazione fino alla qualità e alla trasformazione del modo di lavorare”. A dirlo è il direttore generale ABI, Marco Elio Rottigni, che sottolinea come, in assenza di interventi correttivi sui livelli e sulla qualità dell’occupazione, “le stime indicano una possibile progressiva riduzione del PIL pari al -7% nel 2035, al -18% nel 2050 e fino al -33% nel 2080”.

Italia sempre più vecchia: il crollo demografico minaccia il PIL

Dello stesso avviso anche Gianni Franco Papa, presidente del Comitato tecnico strategico ABI e amministratore delegato di BPER Banca, secondo cui “la transizione demografica è un tema da gestire in modo strategico e secondo una logica di sistema. Il calo delle nascite, l’invecchiamento e la trasformazione della struttura della popolazione ci pongono di fronte a sfide economiche, sociali e culturali rilevanti, con impatti profondi anche sul mercato del lavoro, oltre che a crescenti necessità e nuove fragilità, ma anche opportunità”.

Secondo Papa, “con la pianificazione previdenziale fin da giovani, la tutela della salute, il supporto al passaggio generazionale e all’imprenditoria giovanile e femminile, la banca può diventare un punto di riferimento, capace di offrire soluzioni integrate e consulenza qualificata”.

Lo stesso conclude il suo intervento affermando che “sentiamo forte la responsabilità di essere parte della soluzione, identificando le aree prioritarie a cui indirizzare le risorse, con investimenti a sostegno di innovazione, produttività e servizi per la longevità. I risultati di questa indagine mostrano che il Paese ha le potenzialità per promuovere una crescita sostenibile, ma serve muoversi a più livelli, nella stessa direzione”.