Salim El Koudri, l’uomo che sabato ha lanciato la propria auto contro una folla a Modena, ferendo otto passanti, avrebbe agito a causa di un forte disagio psichico. A confermarlo è il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ai giornalisti ha dichiarato che sul caso “ci sono accertamenti in corso ed è giusto che li completi l’autorità giudiziaria con la necessaria riservatezza. Al momento il fatto sembra collocabile soprattutto in una situazione di disagio psichiatrico che, tuttavia, non cambia la tragicità degli effetti. Ad oggi è evidente questa condizione personale di carattere psichiatrico”.
“Non c’è nulla che ci sia sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo. Lo voglio dire perché, sotto questo profilo, la città deve stare tranquilla. È un episodio drammatico, tragico e grave, ma la città di Modena ha reagito da par suo, in sinergia con le istituzioni”, ha concluso il ministro.
Terrore in strada a Modena, Piantedosi esclude il terrorismo: “Solo disagio psichiatrico”
El Koudri, il 31enne italiano di origini marocchine su cui pende l’accusa di strage e lesioni aggravate, oggi verrà sentito dal Gip di Modena nel corso dell’udienza di convalida del fermo. Durante l’udienza davanti al Gip, l’indagato potrà decidere se rispondere alle domande oppure avvalersi della facoltà di non rispondere, come già avvenuto durante l’interrogatorio con i pubblici ministeri.
Al momento sono ancora cinque le persone investite da El Koudri che restano ricoverate tra gli ospedali di Modena e Bologna. La più grave è una donna di 55 anni, residente nel Modenese, che ha riportato diversi traumi e sta lottando tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione di un ospedale bolognese. Nello stesso reparto è ricoverato anche il marito, che non sarebbe più in immediato pericolo di vita.