Salari al palo, in Italia quelli medi sono scesi del 6,7% dal 2007

I salari medi in Italia sono scesi del 6,7% tra il 2007 e il 2023. E non va meglio sul fronte della produttività e della precarietà.

Salari al palo, in Italia quelli medi sono scesi del 6,7% dal 2007

L’occupazione in Italia resta tra le più basse in Ue, ma l’emergenza vera resta quella dei salari. Il nuovo studio dell’Eurispes evidenzia come il salario medio nel nostro Paese abbia registrato una diminuzione “marcata”, soprattutto tra il 2007 e il 2023: periodo in cui il calo è stato del 6,7%.

A questo si affianca anche un altro problema, quello della produttività oraria, che sale molto più lentamente rispetto alla media europea: è cresciuta soltanto dello 0,2% tra il 2002 e il 2024. Un dato che il rapporto lega alla limitata innovazione delle imprese, alla ridotta dimensione delle aziende e al mancato aggiornamento delle competenze. Quindi, se i salari non salgono non è perché i lavoratori non riescono ad aumentare la produttività, ma è perché sono le imprese a essere carenti su questo fronte.

Salari al palo, occupazione sotto la media, precarietà e Neet: in Italia è emergenza lavoro

C’è poi un altro dato che resta allarmante, nonostante la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e la ministra del Lavoro, Marina Calderone, continuino a rivendicare i risultati raggiunti sul fronte del lavoro: il tasso d’occupazione in Italia resta tra i più bassi in Ue. Nella fascia 20-64 anni è al 67,1%, contro una media Ue del 75,8%. Preoccupa poi la disoccupazione giovanile, con valori più che doppi rispetto a quelli complessivi (14,7% contro il 6,5%). Non va meglio sul fronte dell’occupazione femminile, ferma al 57,4% e di quasi venti punti al di sotto di quella maschile (76,8%) e della media Ue (75,8%).

Dal rapporto emerge anche la disomogeneità del mercato del lavoro in Italia: nel 2024 il tasso di occupazione del Nord è al 75% (in linea con l’eurozona), ma al Mezzogiorno si ferma al 53,4%. E, infine, a preoccupare è anche l’elevata precarietà: in Italia il 14,7% dei lavoratori ha un contratto a termine, con percentuali molto più alte al Sud. Così come preoccupa l’alta percentuale di Neet, ovvero chi non lavora né studia: sono il 15,2% dei giovani tra i 15 e i 29 anni, uno dei tassi più alti in Europa.