Altro che occupazione da record, l’Italia è maglia nera in Ue sul lavoro

Mentre il governo festeggia i dati sul lavoro, l'Eurostat lo riporta alla realtà: l'Italia è ultima in Ue per tasso di occupazione.

Altro che occupazione da record, l’Italia è maglia nera in Ue sul lavoro

La realtà, si sa, è difficile da contraddire. E non basta neanche la propaganda per piegarla ai propri comodi, come tenta da tempo di fare il governo quando si parla di mercato del lavoro. E così i “segnali incoraggianti” e la “giusta” direzione intrapresa dall’occupazione in Italia, secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si infrangono contro i dati Eurostat secondo cui l’Italia è maglia nera in Europa. Peggio di Romania e Grecia. Nessuno ha così pochi occupati come noi, con un gap al femminile ancora più ampio e tre delle cinque regioni peggiori in Ue per tasso di occupazione.

L’Eurostat gela così le speranza della ministra del Lavoro, Marina Calderone, e il racconto del governo che festeggia dati sul mercato del lavoro che raccontano ben poco sulla reale situazione nel nostro Paese. Tutto questo a fronte di un’occupazione da record, nel 2025, per l’Ue con 197,7 milioni di occupati e un tasso del 76,1% (tra i 20 e i 64 anni), il più alto di sempre. L’aumento è stato di 0,3 punti percentuali rispetto al 2024, con livelli superiori all’82% a Malta, nei Paesi Bassi e nella Repubblica Ceca. In coda, invece, l’Italia al 67,6%, la Romania al 69% e la Grecia al 71%.

Nello scorso anno, l’occupazione in Italia è cresciuta dello 0,3% nella fascia tra i 15 e i 64 anni, raggiungendo il 62,5% e confermando la maglia nera in Europa. A incidere è soprattutto la scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro. In Italia il tasso di occupazione generale è inferiore di 8,5 punti rispetto alla media Ue: per gli uomini la differenza è di 4,2 punti ma per le donne supera il 13%. Nel nostro Paese lavora ancora poco più di una donna su due (53,8%) contro il 66,6% dell’Ue.

Occupazione al palo, in Italia tre delle cinque peggiori regioni in Ue

Il tasso di occupazione è in crescita nel Sud Italia ma non basta, tanto che ben tre tra le cinque peggiori in Ue per tasso di occupazione si trovano proprio nel Mezzogiorno. In coda c’è la Guyana (42,1%), seguita da Calabria (46,4%), Campania (46,7%) e Sicilia (47,3%). Quintultima la spagnola Melilla (47,4%). Per i parlamentari M5s nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato, questi dati “smontano, ancora una volta, la narrazione propagandistica del governo Meloni sull’occupazione. Altro che ‘miracolo italiano’: l’Italia è fanalino di coda in Europa. Non solo. Nel corso dell’ultimo anno, Paesi come la Spagna e perfino la Grecia hanno registrato un aumento della forza lavoro superiore al nostro. A rendere ancora più grave il quadro è il dato sul divario di genere. Un fallimento evidente delle politiche dell’esecutivo”.