Legge elettorale, le destre tirano dritto: resta il premio di maggioranza ma sale al 42%

La maggioranza prepara un nuovo testo base della legge elettorale, ma non tengono conto delle contestazioni dei costituzionalisti.

Legge elettorale, le destre tirano dritto: resta il premio di maggioranza ma sale al 42%

Qualcosa cambia, ma di fatto per non cambiare nulla. La maggioranza è al lavoro per rivedere il testo base della legge elettorale, ma ignorando di fatto tutti i punti più critici e le obiezioni sollevate dagli esperti durante le audizioni in commissione o dai costituzionalisti che hanno avviato una raccolta firma contro la riforma.

Proprio oggi, tra l’altro, è Roberto Zaccaria, promotore della raccolta firma, a sottolineare che la maggioranza sembra voler proseguire sulla riforma “in chiaro contrasto con la Costituzione” e a criticare la volontà di andare avanti sul premio di maggioranza definito “abnorme”, sulle liste bloccate e sui collegi plurinominali.

Legge elettorale, le destre tirano dritto: resta il premio di maggioranza

Le modifiche a cui sta lavorando la maggioranza, in effetti, non prevedono grossi cambiamenti sui fronti più criticati della legge elettorale. Al termine della discussione generale è prevista la presentazione di un nuovo testo base, che in queste ore i partiti di governo stanno modificando, e non di emendamenti.

Quel che emerge finora è che il testo conterrà le correzioni alla prima versione concordate dal centrodestra durante i vertici a Palazzo Chigi. E la prima riguarda il premio di maggioranza, ma non nella direzione chiesta dai costituzionalisti. Perché il premio resta così com’è: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per chi ottiene anche un solo voto in più. La differenza è che si abbasserebbe alla Camera la soglia massima di seggi che una coalizione può ottenere grazie al premio, passando da 230 a 220 o 222.

La grande novità riguarda la soglia oltre la quale scatterà il premio di maggioranza: passerebbe dal 40% al 41% o al 42%. A vedere i sondaggi attuali, comunque, cambierebbe ben poco considerando che sia il campo largo che il centrodestra sono stimati ampiamente sopra queste soglie (entrambi mai sotto il 44%).

Il nuovo testo base dovrebbe poi includere pure la previsione di assegnazione dei seggi tutti con il proporzionale in caso di risultato differente tra i due rami del Parlamento. Viene inoltre cancellato il meccanismo del ballottaggio nel caso in cui nessuna coalizione raggiunga almeno il 40% dei voti. Non cambia comunque l’impianto: rimane, quindi, il proporzionale con premio di maggioranza nonostante la maggioranza sostenga che i ritocchi tengono conto di quanto emerso durante le audizioni. A quanto pare, però, molto parzialmente.