Secondo i piani del Cremlino, la guerra in Ucraina sarebbe dovuta durare pochi giorni. Peccato che la realtà racconti una storia diversa, con il conflitto che va avanti da oltre quattro anni senza che la Russia di Vladimir Putin sia riuscita a ottenere grandi risultati. Anzi, secondo l’intelligence americana, la situazione sul campo di battaglia, nonostante il disimpegno degli Stati Uniti di Donald Trump, starebbe prendendo una brutta piega per lo zar.
Come rilevato dagli 007 statunitensi, l’offensiva lanciata all’inizio dell’anno dalle forze ucraine avrebbe permesso di riconquistare circa 400 chilometri quadrati di territorio. Un risultato che, secondo l’analisi dell’intelligence, sarebbe stato reso possibile dalla disattivazione di migliaia di terminali portatili Starlink utilizzati dalle forze russe, operazione condotta dall’esercito di Kiev.
Ucraina, l’esercito di Putin perde colpi. Secondo l’intelligence americana, la recente offensiva ucraina ha permesso di riconquistare 400 chilometri quadrati di territorio
A darne notizia è Bloomberg, che riporta l’ultima valutazione della Defense Intelligence Agency (Dia), dalla quale emerge che l’offensiva avrebbe cambiato le carte in tavola. Le forze armate ucraine sarebbero infatti riuscite a ottenere le prime conquiste territoriali dal lontano 2023.
Un successo inatteso favorito anche dal “temporaneo ma significativo indebolimento” delle capacità militari russe, causato proprio dalla disattivazione dei terminali satellitari che l’esercito di Mosca avrebbe usato “illegalmente per coordinare i movimenti e gli attacchi dei droni”.
Sempre secondo il rapporto, da quel momento le truppe russe in Ucraina avrebbero subito una serie di battute d’arresto, anche se, precisa il quotidiano americano, la Dia ritiene che “a marzo l’esercito russo mantenesse un vantaggio complessivo” sulle forze armate ucraine “nella maggior parte delle aree operative”.