L’Armenia rischia di trasformarsi nella prossima Ucraina. A sostenerlo è il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, che alle agenzie stampa di Mosca ha lanciato pesanti ammonimenti al governo armeno, accusato di stare modificando la propria postura nei confronti della Russia.
“Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan sta attivamente spingendo la sua patria sulla triste strada dell’Ucraina bandita”, ha dichiarato Medvedev ai giornalisti.
Secondo il fedelissimo di Vladimir Putin, alla base delle tensioni vi sarebbe la recente svolta politica dell’ex repubblica sovietica. Nonostante i vantaggi derivanti dall’appartenenza di Yerevan all’Unione Economica Eurasiatica (UEE), il premier armeno avrebbe infatti scelto di non partecipare ai vertici dell’organizzazione.
Ma, sempre secondo Medvedev, c’è di peggio: Pashinyan starebbe accogliendo a Yerevan, capitale del Paese, i “nemici della Russia”.
“L’Armenia farà la fine dell’Ucraina”: l’avvertimento shock di Medvedev al primo ministro Pashinyan accusato di stare tradendo l’alleanza con la Russia
Una strategia che, a detta del vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, rischia di isolare completamente l’Armenia, privandola dell’accesso al mercato eurasiatico.
“A causa delle azioni di quest’uomo, l’intero popolo armeno perderà il mercato russo, l’intera Unione Economica Eurasiatica e legami economici costruiti nel corso di decenni”, ha avvertito Medvedev.
Secondo l’ex presidente russo, le conseguenze della linea politica di Pashinyan potrebbero essere devastanti: Yerevan sarebbe costretta ad acquistare gas russo a prezzi europei, oltre tre volte superiori alle attuali tariffe, con il rischio di provocare una crisi economica insostenibile.
Per questo motivo Medvedev invita il premier armeno a chiedere ai propri cittadini se siano davvero “pronti ad accettare un prezzo simile”.