Il Pnrr ha reso il Sud più efficiente: abbattuti i tempi burocratici

Un'analisi di Svimez evidenzia che il Pnrr ha permesso al Sud di migliorare sul fronte della burocrazia, riducendo i tempi più che al Nord.

Il Pnrr ha reso il Sud più efficiente: abbattuti i tempi burocratici

Il Pnrr ha fatto miracoli, almeno per l’efficienza burocratica del Sud. In pochi anni il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ottenuto in Ue su spinta del governo Conte II, è riuscito a colmare un divario di decenni nella capacità amministrativa degli enti locali. Il risultato è che sul fronte burocratico, nel Pnrr il Sud ha fatto meglio del Nord, come evidenziato dall’analisi di Svimez su 68.194 progetti del Piano.

Un “paradosso”, sottolinea l’indagine, che ha portato nel Mezzogiorno “un balzo storico nell’efficienza amministrativa”. I tempi di pre-affidamento e affidamento delle opere pubbliche si sono ridotti del 55% nel Mezzogiorno, più del doppio rispetto al Nord. Ovviamente, la sfida non è vinta, anzi ora arriva il difficile perché bisogna cercare di “rendere strutturale” questo miglioramento. Partiamo, però, dalla nota negativa relativa al Sud: sulla spesa dei fondi il ritardo rimane.

I pagamenti del Pnrr sono fermi, in generale, al 55,5% del totale, circa 93 miliardi al 26 febbraio. Nel Centro-Nord è stato rendicontato il 52,7% delle spese, al Sud soltanto il 39,5%. E per le sole opere pubbliche il divario è ancora maggiore, con uno scarto tra le due aree che supera i 20 punti percentuali. In coda per le quote di spesa ci sono la Sicilia (35,2%) e la Calabria (35,6%).

Il Pnrr ha reso il Sud più efficiente: il confronto di Svimez

Ma qualcosa è già cambiato, almeno sul fronte della burocrazia. Come si legge nell’analisi, il Pnrr “ha operato come un potente fattore di convergenza procedurale”. I miglioramenti sono arrivati grazie a diverse condizioni, dalla semplificazione normativa alla pressione della milestone Ue, passando per il supporto tecnico di soggetti qualificati come Invitalia. Condizioni che, però, non sopravviveranno in automatico dopo il Pnrr.

Il miglioramento del Sud viene testimoniato dal confronto tra 60.361 progetti pre-Pnrr (tra il 2012 e il 2018) e 7.833 progetti del Pnrr conclusi: a livello nazionale i tempi si sono ridotti mediamente di otto mesi, passando da 26 a 18. Ma l’accelerazione è maggiore nel Mezzogiorno: da 30,7 mesi di media (otto in più del Centro-Nord) a 16,8 mesi. Meglio anche del Centro-Nord, fermo a 18,8 mesi. Il Piano ha ridotto i tempi amministrativi del 55,1% al Sud, del 40,5% al Centro e del 32,2% al Nord.

Protagonisti del Pnrr sono stati soprattutto i Comuni, con circa un terzo delle risorse infrastrutturali totali: nonostante le fragilità organizzative, nel Mezzogiorno le performance di attuazione sono state migliori del previsto, soprattutto per le scuole. Va meno bene sulla sanità: nessun progetto è stato ancora concluso in Basilicata, Calabria e Sardegna, con ritardi maggiori per le Case della comunità.