Il 23 aprile 2026 l’Unione Europea ha adottato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Contro Israele, invece, niente. Una nota riservata del Consiglio europeo del 20 giugno 2025 trova “indicazioni” di una violazione dell’articolo 2 dell’Accordo di associazione, quello che fa del rispetto dei diritti umani un “elemento essenziale” del rapporto.
L’Unione resta il primo partner commerciale di Israele: nel 2024 il 28,8% delle esportazioni israeliane รจ andato al mercato europeo, dato della Commissione stessa. La leva esiste e resta ferma. Lo storico israeliano Ilan Pappรฉ, dell’Universitร di Exeter, lo ha detto a elDiario.es il 30 maggio: ยซSe l’Unione imponesse a Israele metร delle sanzioni che impone alla Russia, salverebbe la vita di migliaia di palestinesiยป. Cita il Sudafrica: il boicottaggio funzionรฒ soprattutto quando i governi aggiunsero le sanzioni.
Sul diritto internazionale Pappรฉ รจ netto. Il mandato d’arresto della Corte penale internazionale contro Netanyahu e l’ex ministro Gallant, la causa per genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia usano ยซil linguaggio giustoยป, eppure ยซIsraele non sarร trattato come la Russiaยป. A Lussemburgo, il 21 aprile, i ministri degli Esteri europei avevano di nuovo davanti la possibilitร di una sospensione. L’Italia รจ ovviamente tra i governi che non l’hanno chiesta.
Intanto le flotte continuano a depositare documenti. Gli attivisti australiani della spedizione via mare, fermata in acque internazionali il 18 maggio, hanno presentato il 1ยฐ giugno alla stessa Corte prove di abusi, secondo la legale Bernadette Zaydan; del convoglio di terra restano a Bengasi i due italiani.
Quella sospensione verso Israele, gli esperti dell’Onu il 20 aprile l’hanno definita “il requisito minimo” dovuto dal diritto. La nota del Consiglio resta agli atti da quasi un anno. La misura che dovrebbe seguirla manca.