Donald Trump, a parole, sostiene che l’accordo con l’Iran sia a un passo. Nel frattempo, però, riprendono i bombardamenti contro obiettivi strategici di Teheran. Nella notte, gli Stati Uniti hanno condotto quelli che il Centcom definisce “raid difensivi” sull’isola iraniana di Qeshm, provocando la risposta dei Pasdaran, che hanno lanciato missili balistici e droni contro installazioni americane in Kuwait e Bahrein.
Come riporta il Centcom, “l’Iran ha lanciato diversi missili balistici verso i Paesi vicini della regione e tutti hanno fallito nel centrare i loro obiettivi. Due missili lanciati verso il Kuwait si sono spezzati durante il volo e tre diretti in Bahrein sono stati intercettati. Poco prima, le forze americane hanno abbattuto tre droni lanciati dall’Iran contro imbarcazioni civili in transito nelle acque della regione. Le forze americane hanno inoltre condotto attacchi difensivi contro una stazione di controllo militare iraniana sull’isola di Qeshm”.
Trump parla di pace con l’Iran, ma bombarda l’isola di Qeshm. E scatena la reazione dei Pasdaran che contrattaccano colpendo in Kuwait e Bahrein
Secondo altre ricostruzioni, tuttavia, gli eventi non sarebbero andati affatto così. La rappresaglia di Teheran avrebbe infatti causato “gravi danni” all’aeroporto internazionale del Bahrein, dove sarebbe stato seriamente danneggiato il Terminal T1.
Ma non è tutto. I Pasdaran, come riporta il quotidiano Iran International, avvertono che “qualsiasi nuova follia, qualsiasi ulteriore aggressione o qualsiasi mossa che tocchi anche solo un centimetro dei nostri confini e della nostra sovranità incontrerà una risposta sismica, schiacciante e decisiva, che andrà oltre le normali regole e i limiti”.
“Le nostre coraggiose forze non esiteranno a ridurre in cenere tutte le basi degli aggressori e i loro interessi nella regione. Il tempo degli attacchi a sorpresa è finito e le forze oppressive devono accettare le gravi conseguenze della loro ignoranza e del loro avventurismo sconsiderato”, concludono i Pasdaran.