Grazia a Minetti, la procura generale conclude le verifiche: non esistono “segnalazioni di reato”. Ma Il Fatto insiste: “Non hanno ascoltato i testimoni e non hanno proceduto a rogatoria”

Per la Pg Nanni non sarebbe apparso alcun "elemento ostativo" alla grazia per Minetti Per Gomez: "Non hanno sentito i testimoni"

Grazia a Minetti, la procura generale conclude le verifiche: non esistono “segnalazioni di reato”. Ma Il Fatto insiste: “Non hanno ascoltato i testimoni e non hanno proceduto a rogatoria”

“In tutta la mia carriera non avevo mai visto un’indagine che si fa per stabilire se (una persona, ndr) ha detto ad un giornale o in tv delle cose vere e poi non viene interrogata”. Così ieri ai microfoni di “Un Giorno da Pecora”,  il con-direttore del Fatto Quotidiano, Peter Gomez, ha commentato la lunga nota diramata in mattinata dalla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, nella quale si affermava che anche il supplemento di indagine – partito dopo l’inchiesta del quotidiano – confermava la fondatezza del parere positivo sulla grazia concessa il 18 febbraio scorso a Nicole Minetti. Di fatto una sconfessione a 360° dell’inchiesta del Fatto sull’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi.

La relazione della Procura generale

“Dagli accertamenti svolti, risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito ed in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti nell’iter procedimentale per la concessione della grazia”, si legge nella nota della Nanni.

“Terminata la raccolta delle informazioni richieste”, aggiunge la Pg, “le risultanze sono state riassunte ed illustrate nella relazione redatta da questa Procura Generale trasmessa in data odierna al Ministero della Giustizia unitamente agli atti e ai documenti acquisiti, al fine di consentire al Ministero della Giustizia e dal presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza”.

“Nessuna segnalazione di reato”

E ancora, secondo la procura non ci sarebbero “segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani“.

Risultano così “smentite” da “numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive” e dalle “dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Minetti negli ultimi anni”, come riferito “al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice”, sottolinea la procura milanese. Quindi non “emergono irregolarità nel procedimento di adozione” del minore.

Ma “nessun accertamento per rogatoria è stato effettuato”

Nanni chiarisce, però – e qui sta il punto contestato da Gomez – che “non si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale, in quanto il trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra Italia ed Uruguay, ratificato con legge n. 45 del 22 aprile 2022, è finalizzato all’acquisizione di prove o elementi di prova nel corso di un procedimento penale”. Tradotto: nessun testimone diretto è stato sentito.

Dal canto suo, il ministero ha fatto sapere che la relazione con cui è stato, in pratica, confermato il parere positivo alla grazia concessa il 18 febbraio, è stata immediatamente inviata alla Presidenza della Repubblica.

E per il 12 giugno è fissata al Tribunale di Sorveglianza di Milano un’udienza per Minetti, che dovrebbe, in sostanza, certificare la cancellazione della pena da eseguire in affidamento dopo la grazia riconosciuta quasi quattro mesi fa.

L’affondo di Gomez e Mackinson

E’ alla luce di tutto ciò che Gomez ha difeso l’inchiesta del suo giornale, sottolineando quelle che per lui sono comunque delle forti incongruenze presenti anche nel “secondo tempo” della partita che ha concesso la grazia all’ex consigliera regionale di Forza Italia.

“Noi abbiamo fatto un’inchiesta per raccontare una storia”, ha detto lapidario Gomez, “Prendiamo atto che le notizie che abbiamo raccontato non vengono considerate vere, senza sentire la fonte da cui provengono. Curioso“, sottolineando come nel comunicato della Procura “si scrive che non è stata fatta la rogatoria, perché non si poteva fare, quindi non hanno sentito la testimone che noi abbiamo intervistato”.

Anche l’autore dell’inchiesta, Thomas Mackinson pone l’accento sul fatto che “non sono state sentite le uniche due testimoni emerse che erano disposte a parlare ai magistrati e anzi lo chiedevano, mentre sono stati sentiti, a quanto pare, solo i testi indicati dalla difesa. E questo perché la rogatoria non era possibile non essendoci una indagine penale ma solo una procedura di verifica amministrativa”.

“Non hanno fatto altri atti di indagine, se non appoggiandosi all’Interpol, ma hanno stabilito sulla base di indagini difensive, e di qualcuno che hanno sentito, che non è vero quello che ha detto a noi la testimone…”, conclude Gomez, che promette: “Le inchieste del Fatto non finiscono certo qui”.