Bruxelles apre parzialmente alla richiesta dellโItalia di maggiore flessibilitร per far fronte al caro-energia. Ma lo fa ponendo dei paletti rigidi e soprattutto con una partita di scambio sottintesa: lโimpegno di Roma a investire di piรน nella Difesa e a rispettare gli accordi presi sulle spese militari. โProponiamo una flessibilitร fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica. Consiste nellโestendere lโambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e lโuscita dalla dipendenza dai combustibili fossili. Nello specifico, proponiamo la possibilitร di usare fino allo 0,3% del Pil allโanno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energeticoโ con โun limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nellโarco dei 3 anniโ, annuncia il commissario Valdis Dombrovskis. Tutto questo rimane allโinterno del limite esistente dellโ1,5% del Pil previsto dalla Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa.
Apertura condizionata sul caro-energia. Dall’Europa paletti rigidi e limiti di manovra
A conti fatti, lโItalia potrebbe scorporare spese per circa 13,6 miliardi. Quanto basta per non far perdere la faccia allโItalia che sulla questione aveva ingaggiato un braccio di ferro con lโEuropa, minacciando di non accedere ai prestiti Safe nella misura di quasi 15 miliardi. โSono soddisfatto perchรฉ la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservatoโ, ha commentato il ministro dellโEconomia, Giancarlo Giorgetti.
I paletti di Bruxelles
I paletti di Bruxelles sono i seguenti: sรฌ agli investimenti per le rinnovabili e per lโelettrico, no ai sussidi a pioggia per il taglio delle accise e per misure non mirate o destinate ad aumentare il consumo e la dipendenza di combustibili fossili. E sappiamo bene, lo ha ricordato Bruxelles, che lโItalia si trova ad affrontare tra i prezzi dellโelettricitร piรน alti dellโUe a causa della sua dipendenza strutturale dalla costosa produzione di energia da centrali a gas. Saranno coperte tutte le misure, intraprese a partire da febbraio 2026, che aiutano a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Tra gli investimenti contemplati: i progetti su larga scala nelle reti energetiche, nello sviluppo delle energie rinnovabili, miglioramenti dellโefficienza energetica, installazioni solari, batterie per lโaccumulo di energia. Non sono esclusi nemmeno i sussidi, ma questi devono essere mirati alla transizione verde.
Quello che รจ consentito e quello che รจ proibito
In sostanza sono previsti i sussidi a favore di famiglie e imprese che adottano misure per allontanarsi dai combustibili fossili, come ad esempio gli incentivi per lโacquisto di veicoli elettrici, per la sostituzione del sistema di riscaldamento domestico da petrolio e gas. La Commissione non apprezza le misure che sovvenzionano lโuso dei combustibili fossili, come ad esempio le riduzioni mirate delle accise, perchรฉ โnon si puรฒ affrontare uno shock dellโofferta stimolando la domanda, perchรฉ ciรฒ non farebbe altro che mantenere alti i prezzi dellโenergia, in particolare del petrolio e del gasโ, osserva Dombrovskis, rimarcando inoltre che tali provvedimenti farebbero spendere agli Stati โingenti somme di denaro per un beneficio limitatoโ.
Partita di giro
La raccomandazione per tutti รจ sempre quella di adottare misure temporanee, mirate e utili alla transizione, e a non commettere gli errori visti durante la crisi energetica del 2022. Di contro a Bruxelles ora si aspettano che lโItalia traduca in fatti lโemergenza descritta nero su bianco da Giorgia Meloni e attivi la clausola per la difesa, che include anche quella dellโenergia. E, che per Ursula von der Leyen, rappresenta comunque una sponda concessa da Bruxelles per un obiettivo reputato non rinviabile: il rafforzamento della difesa comune.
ร in questo contesto, inoltre, che la Commissione attende una risposta dellโItalia sulla firma per lโattivazione dei prestiti da 14,9 miliardi disponibili dal fondo Safe. Dopo che lโesecutivo Ue ha teso la mano allโItalia nonostante il diffuso scetticismo dei โfrugaliโ, a Bruxelles non guarderebbero di buon occhio il fatto che da Roma non si faccia altrettanto.