“Divieto di ingresso nell’Ue ai militari russi”. Ma quelli israeliani svacanzano in Italia

Tra le sanzioni a Mosca compare il divieto ai militari russi a entrare in Ue. Ma quelli israeliani sono liberi invece di scorrazzare in giro

“Divieto di ingresso nell’Ue ai militari russi”. Ma quelli israeliani svacanzano in Italia

Nel ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, annunciato ieri dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, compare il divieto ai militari russi a entrare in Europa. “Per la prima volta proponiamo di vietare l’ingresso nell’Ue a chiunque abbia prestato servizio nelle forze armate russe dall’inizio della guerra”, ha detto von der Leyen. “In altre parole, l’Europa sarà preclusa a chiunque abbia partecipato all’invasione dell’Ucraina. È così semplice”, ha osservato la capa dell’esecutivo comunitario. Ma non si può non notare il solito doppiopesismo con Israele.

“Divieto di ingresso nell’Ue ai militari russi”. Ma quelli israeliani svacanzano in Italia

A farlo notare è il M5S. “Se ci fosse un minimo di decenza e coerenza, la stessa misura andrebbe applicata ai militari israeliani che hanno prestato nell’Idf dall’inizio della guerra a Gaza. Invece il nostro governo i soldati israeliani li fa venire in licenza nelle nostre località balneari”, hanno dichiarato i capigruppo pentastellati delle Commissioni Esteri e Politiche Ue di Senato e Camera, Alessandra Maiorino, Pietro Lorefice, Francesco Silvestri e Filippo Scerra.

Andirivieni

Il 28 maggio, all’aeroporto di Cagliari-Elmas, sono atterrati quattro voli della compagnia El Al partiti da Tel Aviv. Ad accoglierli, hanno riferito i media locali, unità cinofile, artificieri, agenti in borghese e poliziotti armati. I passeggeri sono saliti su pullman e hanno raggiunto il Forte Hotel Village di Santa Margherita di Pula, in Sardegna, resort a cinque stelle una trentina di chilometri a sud di Cagliari, dove la direzione aveva già preparato il cordone di sicurezza. Un centinaio di famiglie. Il 1° giugno la scena si è ripetuta ad Alghero, allo scalo Riviera del Corallo: oltre cento cittadini israeliani, tre bus, gli agenti della Digos a fare da scorta.

Nei giorni successivi gli arrivi sarebbero proseguiti al ritmo di due o tre voli a settimana. Lo stesso copione era andato in scena nel settembre 2025, a Santa Teresa Gallura, dove un centinaio di soldati israeliani aveva soggiornato al Mangia’s di Baia Santa Reparata sotto scorta della Digos.

Nuove sanzioni alla Russia

Il contenuto del nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia è basato su tre pilastri: energia, servizi finanziari/criptovalute e commercio. Sull’energia, la Commissione proporrà uno stop al meccanismo di adeguamento del price cap – introdotto nel 18esimo pacchetto – sul petrolio russo fino a gennaio 2027, congelandolo a 44,1 dollari al barile per limitare le conseguenze dei rincari dovuti alla guerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz.

La Commissione propone inoltre di aggiungere altre 30 navi all’elenco di quelle della flotta ombra, oltre alle 632 già sanzionate. Colpite anche infrastrutture critiche, come porti, aeroporti e raffinerie che commerciano o lavorano petrolio russo. Infine, l’esecutivo europeo propone di limitare la vendita di metaniere (navi per il Gnl) alla Russia, come già fatto per le petroliere.

Dalla finanza al merluzzo

Sui servizi finanziari, per la prima volta, la Commissione introdurrà la possibilità di un divieto totale di transazioni in criptovalute verso Paesi terzi. Prevista anche l’estensione del divieto di transazione ad altre 31 banche russe e a 20 banche, società o piattaforme di criptovalute e operatori petroliferi di Paesi terzi, che hanno fornito servizi a entità e individui russi sanzionati o che hanno eluso le misure Ue.

Sul commercio, la Commissione propone nuove restrizioni all’esportazione di beni e tecnologie utilizzati dall’industria militare russa, come metalli e leghe impiegati nei settori aerospaziale e della difesa; insieme a nuovi divieti all’importazione per una serie di beni per un valore di 60 milioni di euro, che includono alcuni metalli, minerali metallici o componenti per auto.

Per quanto riguarda i droni, inoltre, la Commissione propone nuovi divieti all’esportazione di attrezzature di supporto a terra, oltre a sistemi di disturbo e di lancio. Per la prima volta viene anche incluso “uno degli ultimi grandi settori non ancora sanzionati”, ovvero la pesca: attraverso restrizioni sostanziali alle importazioni di alcuni prodotti ittici e un divieto totale per altri, incluso il merluzzo.