Tutti assolti “perché il fatto non costituisce reato”. Questo il verdetto nei confronti degli 8 imputati accusati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva nella realizzazione del grattacielo Torre Milano di via Stresa. La sentenza, emessa dal giudice Paola Braggion della Settima Sezione Penale del Tribunale di Milano, costituisce il primo verdetto nell’ambito della maxi inchiesta della Procura sull’urbanistica nel capoluogo lombardo.
Si tratta della prima sentenza di una delle tante indagini aperte, da ormai quasi quattro anni, dalla Procura di Milano sulla gestione urbanistica e su presunti abusi edilizi. Inchieste che, poi, in alcuni casi sono arrivate a contestare anche ipotesi di corruzione.
Urbanistica a Milano, tutti assolti gli 8 imputati coinvolti nel caso della Torre Milano “perché il fatto non costituisce reato”
Durante la requisitoria, avvenuta lo scorso aprile, la pm Marina Petruzzella aveva chiesto la condanna di tutti e 8 gli imputati, nonché la confisca della Torre. Un procedimento in cui il Comune di Milano, parte offesa secondo i pm, non si era costituito parte civile contro gli imputati.
Secondo le indagini e l’accusa, per costruire quella Torre di oltre 80 metri e 24 piani, come avvenuto in altri casi, era stata usata una “Scia con atto d’obbligo”, ossia un’autocertificazione, invece che un piano attuativo con convenzione urbanistica, che avrebbe preso in considerazione gli annessi servizi da garantire nell’area. Secondo la Procura di Milano, una nuova costruzione era stata “spacciata” per una ristrutturazione. Ipotesi dell’accusa che, però, non ha retto all’analisi del tribunale ed è stata rigettata da questo primo verdetto.