L’accordo transattivo da 100 milioni per l’acquisto di mascherine con Electronics Italia è stato “la scelta più responsabile per limitare i costi pubblici”: lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, rispondendo al question time al Senato. Schillaci ha ricostruito la vicenda a partire dalla sentenza immediatamente esecutiva del 7 novembre 2024 con la quale il Tribunale di Roma condannava la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute al pagamento di oltre 203 milioni di euro più gli interessi di mora all’agenzia Electronics Italia srl. All’epoca, prosegue il ministro, “il credito accertato in capo alla controparte ammontava, alla data del 30 giugno 2025, a una somma di oltre 250 milioni di euro” e parallelamente Electronics Italia “vantava ulteriori crediti nei confronti delle amministrazioni per circa 20 milioni di euro”.
Covid, il governo ha dato 100 milioni di euro alla società dell’ospite di Atreju e grande accusatore di Conte
Quindi, ha spiegato, la presidenza del Consiglio proponeva una querela per falso nei confronti di Electronics, dell’Aurora Spe e Vittoria Spe, rigettate dal Tribunale di Roma, che condannava così il ministero della Salute al pagamento delle spese legali. Veniva dunque proposto l’appello dal ministero della Salute e successivamente Electronics Italia proponeva un tavolo di trattativa tra le parti coinvolte volto alla composizione transattiva e bonaria; una proposta sulla quale “l’Avvocatura dello Stato “esprimeva un autorevole parere positivo”, ha proseguito Schillaci. L’accordo transattivo è stato quindi firmato il 31 ottobre 2025, che “ha chiuso – ha detto il ministro – non solo la causa principale, ma anche gli altri contenziosi collegati, per un totale di 100 milioni e 221 mila euro”.
Non si è quindi atteso l’esito dell’appello, ha proseguito, perché “se si fosse perso in appello, l’accordo non avrebbe più fatto comodo a nessuna delle amministrazioni coinvolte e la controparte avrebbe incassato tutto senza sconti”. Non si è fatto “nulla fuori dalle regole – ha concluso Schillaci -. Solo, credo, la scelta più responsabile per i conti pubblici”.
Ma il M5S non ci sta
Ma il Movimento Cinque Stelle non ci sta. “Ora lo Stato, Palazzo Chigi, Mantovano e tutti gli altri, devono spiegare come mai hanno dato 100 milioni all’amministratore delegato della società JC Electronic, Bianchi, se pendeva il giudizio d’appello e c’era una sospensiva che poteva ribaltare quantomeno la sospensiva e paralizzare la sentenza di primo grado. Perché si sono affrettati, all’oscuro di tutti, senza informare nessuno, a liquidare 100 milioni a questo signore loro amico?”. Così il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.
“Il signor Bianchi – ha proseguito Conte – è quello che Fratelli d’Italia ha chiamato più volte in commissione Covid e vorrebbe costruire una macchinazione in cui coinvolge anche me. Ho già dichiarato in tutte le occasioni che non c’entro nulla. Succede che se lo portano in tutte le feste di Atreju, se lo portano in tutte le feste di partito e oggi scopriamo che il principale accusatore che loro utilizzano in tutte le trasmissioni tv, ha preso come ricompensa 100 milioni dello Stato perché hanno fatto una transazione, è venuto in commissione Covid da ultimo quest’anno e non ha detto che aveva già firmato la transazione per 100 milioni”.