Se in Europa il capitolo Difesa resta un’incognita e mette in crisi anche i rapporti tra i leader, non va meglio negli Stati Uniti. Come racconta il Wall Street Journal, infatti, si è consumato uno scontro tra il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, e il segretario di Stato, Marco Rubio, sul disimpegno statunitense verso gli alleati della Nato.
Come riporta Repubblica, Hegseth nelle scorse settimane era pronto ad andare a Bruxelles per annunciare “una vera e propria bomba politica” in occasione della riunione con i vertici militari della Nato. Hegseth voleva annunciare il ritiro delle truppe Usa in Europa, dopo quanto fatto già con i militari in Polonia e Romania. E a fermarlo è stato proprio Rubio.
Dopo l’intervento del segretario di Stato, Hegseth si è limitato ad annunciare una revisione del ruolo statunitense in Europa, ovvero un processo più lungo e con un impatto sicuramente minore, per quanto rilevante. Un episodio che dimostra le divisioni all’interno dell’amministrazione guidata da Donald Trump sul disimpegno militare in Europa.
La questione Europa sempre più centrale per la Nato: spaccatura anche negli Usa
Trump non nasconde, di certo, la sua insofferenza verso gli alleati europei, accusati più volte – l’ultima soltanto ieri – di spendere troppo poco per la difesa. Una linea simile a quella del Pentagono e su cui, evidentemente, Rubio frena. L’idea di Hegseth è quella di concentrare più risorse nell’Indo-Pacifico, anche per lanciare un messaggio alla Cina.
La preoccupazione negli Stati Uniti, sia sul fronte democratico che su quello repubblicano, è che abbandonare l’Europa possa rafforzare la Russia. Problema che per Trump sembra non esistere più di tanto, considerando i suoi rapporti con Vladimir Putin e le sue prese di posizione a favore del presidente di Mosca.
Tutto questo avviene con il vertice di Ankara, in Turchia, alle porte. Vertice a cui Trump andrà malvolentieri. Anzi, come ha detto lui stesso, solo per amicizia nei confronti del presidente turco Erdogan. L’Europa si presenterà a quel vertice provando a rafforzare i suoi obiettivi in difesa per non scontentare il presidente Usa, come evidenziato dal summit preparatorio di Berlino degli scorsi giorni.
Ma la questione Europa non è di certo chiusa per il Pentagono. Hegseth continua a voler ridurre la presenza di forze statunitensi nel Vecchio Continente, sfruttando anche il pretesto della guerra in Iran e del mancato sostegno da parte degli europei. Il Pentagono non trova però sponde al Congresso, dove sia i repubblicani che i democratici hanno inserito in una bozza della legge di bilancio della Difesa norme per impedire la riduzione delle truppe di oltre 76mila unità.