Il cambiamento climatico avanza incontrastato e il WWF lancia l’allarme: “L’inazione nel contrastarlo ha effetti sulla vita di tutti noi”

Il cambiamento climatico avanza incontrastato e il WWF lancia l'allarme: "L'inazione nel contrastarlo ha effetti sulla vita di tutti noi"

Il cambiamento climatico avanza incontrastato e il WWF lancia l’allarme: “L’inazione nel contrastarlo ha effetti sulla vita di tutti noi”

Il cambiamento climatico, in larga misura causato o quantomeno aggravato dall’attività umana, è ormai sotto gli occhi di tutti. Malgrado ciò, secondo quanto denuncia il WWF, si fa sempre troppo poco per mitigarlo. Come si legge nella nota dell’organizzazione ambientalista, “anni di immobilismo e disattenzione alla crisi climatica stanno presentando, giorno dopo giorno, conti sempre più salati”.

“L’inazione nel contrastare il cambiamento climatico, abbattendo le emissioni climalteranti, e nell’adottare efficaci misure di adattamento ha ormai effetti sulla vita di tutti noi. In Lombardia, la scarsità della risorsa idrica inizia a determinare problemi non solo all’ecosistema, ma anche alle attività umane, ad iniziare dall’agricoltura. Il lago di Como e tanti altri laghi stanno toccando ogni giorno record negativi di quantità di acqua presente” prosegue il comunicato.

“E a nulla serviranno provvedimenti come quelli presi nei giorni scorsi per aggiornare la disciplina del deflusso minimo vitale con la finalità di consentire al comparto agricolo di attingere acqua in deroga: con le portate dei corsi d’acqua ridotte del 50% rispetto alla media storica e le riserve da scioglimento nivale praticamente azzerate togliere anche la poca acqua rimasta nei corsi d’acqua danneggerà ulteriormente questi, senza avere effetti positivi sulle coltivazioni”, precisa WWF.

Il cambiamento climatico avanza incontrastato e il WWF lancia l’allarme: “L’inazione nel contrastarlo ha effetti sulla vita di tutti noi”

“In questo contesto di grave carenza idrica si può adottare una soluzione immediata: negli invasi idroelettrici alpini sono trattenuti, secondo quanto riportato nel Bollettino delle Riserve idriche emesso dall’ARPA Lombardia il 9 luglio scorso, 524 milioni di metri cubi di acqua. Vista la gravissima siccità che sta colpendo l’intera Lombardia il governo regionale dovrebbe subito intervenire sui gestori degli invasi imponendo un rilascio straordinario di acqua che vada ben oltre quanto è stato fino ad oggi insufficientemente disposto. Mentre i laghi, i fiumi e i torrenti sono a secco, con danni enormi per specie e habitat e con ripercussioni negative su interi comporti produttivi, non ha senso tenere stoccati milioni di metri cubi di acqua”.

“È questo il momento di assicurare un uso plurimo della risorsa idrica basato su una gestione attuata per tutelare gli interessi pubblici e i beni comuni, facendo valere il regime di concessione in essere sui gestori degli invasi idroelettrici per richiedere un ben più consistente rilascio di acque rispetto a quanto fatto finora al fine di mitigare la sofferenza dell’intera pianura in un periodo così critico. Questa operazione, peraltro, fu già attuata anche nel 2022 (anche in quel caso fu il WWF a chiederlo) con un rilascio di circa 5 milioni di metri cubi di acqua al giorno per 20 giorni”.

È tempo di agire

“Quest’anno la situazione è ancora più grave e si deve fare di più e si deve farlo subito. Per attrezzarsi rispetto a una stagione che si annuncia molto problematica, il WWF propone poi all’autorità di bacino e alla Regione Lombardia anche un tavolo di lavoro che coinvolga tutti i portatori d’interesse, per cercare di tenere insieme le varie esigenze senza dimenticare la salute di fiumi ed ecosistemi. Quella del coinvolgimento e della partecipazione, del resto, sarà una modalità fondamentale per il futuro adattamento alla crisi climatica, a ogni livello. “È il momento della responsabilità per tutti”, ricorda il Presidente del WWF Italia, Luciano Di Tizio.

“Il rilascio dagli invasi idroelettrici può essere una soluzione per affrontare la situazione nell’immediato, mentre per il futuro si dovrà cambiare totalmente modo di pensare e operare: il contrasto al cambiamento climatico, il superamento della dipendenza dalle fonti fossili, la razionalizzazione dei consumi e l’adozione di politiche e strategie che non aggravino gli effetti della crisi climatica già in atto dovranno essere al centro dell’azione dei governi regionali e nazionali”.