Legge elettorale, scoppia il nuovo caso preferenze: l’emendamento dei vannacciani spacca le destre

Scoppia un nuovo caso sulle preferenze: le destre si dividono sull'emendamento alla legge elettorale dei vannacciani.

Legge elettorale, scoppia il nuovo caso preferenze: l’emendamento dei vannacciani spacca le destre

Le protagoniste sono ancora una volta le preferenze. L’ultimo caso sulla legge elettorale scoppia con l’emendamento di Futuro Nazionale che puntava a reintrodurre le preferenze, dopo la bocciatura di ieri, con il voto segreto, della proposta di Fratelli d’Italia con l’intervento di almeno 30 franchi tiratori.

Il caso nasce, quindi, dall’emendamento dei deputati di Futuro Nazionale, a prima firma Ziello. La Camera ha sì bocciato la proposta, su cui il relatore si era rimesso all’Aula, ma i voti a favore sono stati molti più del previsto: 139 i sì, 233 i no. La bocciatura ha causato le proteste degli stessi deputati vannacciani, che hanno urlato “vergogna” ed esposto cartelli con scritto: “Partiti padroni? No! Cittadini sovrani”.

Legge elettorale, di nuovo caos sulle preferenze

Secondo le opposizioni, questo voto ha però un significato molto più importante, mostrando la nuova spaccatura della maggioranza sulle preferenze. I 139 voti a favore arriverebbero, secondo il campo largo, dai deputati di Fratelli d’Italia. Pd, M5s e Avs avrebbero votato contro e possono contare su 126 voti al massimo. Invece i voti favorevoli sono stati 131, considerando gli 8 vannacciani.

Per questa ragione, il centrosinistra ritiene che si sia formata una nuova “maggioranza” formata da Futuro Nazionale e Fratelli d’Italia. Forse anche con la volontà di lanciare un messaggio, dopo il tradimento di ieri di una parte della maggioranza che ha portato ad affossare l’emendamento di Fratelli d’Italia. Secondo Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera, “non si può nascondere il fatto politico avvenuto con il voto sull’emendamento Ziello di Futuro Nazionale. Noi chiediamo una immediata convocazione della conferenza dei capigruppo perché quell’emendamento svela una nuova minoranza di governo fatta da Futuro Nazionale e Fratelli d’Italia”.

Ricciardi spiega cosa sarebbe successo: “Ieri FnV, riprendendosi mentre votava quell’emendamento, ha dato un segnale. Ed è un segnale che Fratelli d’Italia ha recepito. Nessuno dica che questa è la parte che ha votato per le preferenze. E questo perché se si volevano le preferenze si votava il sub emendamento del Movimento 5 Stelle di ieri. Si è creata una componente politica di chi ci ha messo ‘la faccia’ e ci ha aggiunto ‘la feccia’, come loro stessi si autodefiniscono. In questo momento non si capisce dove stanno Lega e Forza Italia, che sono state sbattute fuori dalla compagine di governo”.

Il governo tira dritto

A spiegare invece la posizione del governo dopo il caso di ieri è il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani: ospite di Start, su SkyTg24, afferma che la maggioranza non ha intenzione di concludere la sua esperienza di governo. “Siamo orgogliosi della stabilità che abbiamo dato al Paese”, sostiene Ciriani. Che non esclude l’ipotesi di una modifica sulle preferenze al Senato: “Non so se riusciamo prima della pausa estiva ad approvare la legge elettorale al Senato ma sicuramente a settembre sarà fra i primi se non il primo provvedimento all’esame del Senato”.