I prezzi dei carburanti continuano la loro corsa al rialzo e non accennano a fermarsi. Secondo la rilevazione quotidiana di Staffetta Quotidiana, questa mattina il prezzo medio della benzina in modalità self service lungo la rete stradale nazionale si attesta a 1,910 euro al litro, in aumento di 13 millesimi rispetto a ieri, mentre il gasolio sale a 2,040 euro al litro, con un rincaro di 23 millesimi. In controtendenza il Gpl, sceso di un millesimo a 0,748 euro al litro, mentre il metano cresce leggermente a 1,563 euro al kg.
Sulla rete autostradale i prezzi sono ancora più alti: 1,998 euro al litro per la benzina e 2,111 euro al litro per il gasolio, entrambi in aumento. Tra i principali operatori, Ip ha alzato di un centesimo i prezzi consigliati di benzina e diesel, mentre Tamoil ha applicato un rialzo di tre centesimi sulla verde e di cinque sul gasolio.
Perché i prezzi continuano a salire
Dietro l’ennesima impennata ci sono due cause che si sono sommate nel giro di poche settimane. La prima è la fine del taglio delle accise sui carburanti, scaduto il 3 luglio senza proroga: una misura che valeva circa 6 centesimi al litro e il cui esaurimento ha riportato subito i prezzi verso l’alto.
La seconda, più recente e meno prevedibile, è la crisi nello Stretto di Hormuz: le rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, con nuovi raid e attacchi a petroliere in transito, hanno fatto tornare il Brent sopra gli 80 dollari al barile, riportando un premio di rischio sulle quotazioni internazionali del greggio che si scarica, nel giro di pochi giorni, sui listini alla pompa. Il gasolio, in particolare, è il prodotto più esposto a questo tipo di shock, perché alimenta trasporto merci, agricoltura e industria: da inizio luglio il suo prezzo è cresciuto più della benzina.
L’allarme delle associazioni dei consumatori
A dare la dimensione dell’impatto sulle famiglie è il Codacons, commentando i dati Istat sull’inflazione di giugno. Il tasso di inflazione si è attestato al 3%, un aggravio di spesa che per la famiglia “tipo” vale 992 euro annui, cifra che sale a 1.370 euro per un nucleo con due figli. Tra le voci che pesano di più ci sono proprio i carburanti: secondo l’associazione, a giugno il gasolio è risultato più caro del 21,6% su base annua, la benzina del 10,2%. Aumenti che si sommano al rincaro delle tariffe elettriche sul mercato libero (+14% su anno) e a quello dei servizi legati all’estate: stabilimenti balneari (+12,9%), traghetti (+3,7%), noleggio auto (+4,8%), viaggi tutto compreso (+3,4%) e ristorazione (+3,2%).
Un capitolo a parte riguarda i voli: quelli nazionali hanno registrato un rincaro del 38% in un solo mese, complice l’effetto della crisi in Medio Oriente, mentre i voli europei e intercontinentali sono in calo per la minore domanda di viaggi all’estero.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Al momento il Governo, per bocca del ministro delle Imprese Adolfo Urso, ha escluso un nuovo taglio generalizzato delle accise. L’evoluzione dei prezzi dipenderà quindi soprattutto da come si svilupperà la crisi diplomatica tra Washington e Teheran: un allentamento delle tensioni su Hormuz potrebbe riportare il petrolio verso livelli più bassi, ma finché la situazione resta instabile è probabile che benzina e gasolio continuino a muoversi verso l’alto.