Questa mattina Donald Trump è tornato a sostenere che l’Iran “è stato sconfitto” e che “la guerra è vinta”. Eppure i bombardamenti americani sono continuati per il nono giorno consecutivo, mentre dall’amministrazione statunitense si torna a chiedere l’intervento militare dei Paesi europei. Tutti elementi che inducono a guardare con scetticismo alle trionfalistiche dichiarazioni del tycoon che, al contrario, sembra sempre più in difficoltà nella gestione del dossier iraniano.
Trump ribadisce di aver sconfitto l’Iran, ma la guerra continua. E Rubio torna a chiedere aiuto militare ai Paesi Ue che però lo snobbano
A lasciar trasparire un certo nervosismo a Washington è il segretario di Stato Marco Rubio, che ha invitato gli alleati degli Stati Uniti a contribuire, con mezzi militari e risorse finanziarie, alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Secondo Rubio, Teheran sta cercando di usare il controllo del passaggio marittimo come leva nei confronti della comunità internazionale. Che le cose stiano così è evidente, ma ciò che il segretario di Stato omette di ricordare è che a consegnare quest’arma negoziale al regime di Mojtaba Khamenei è stato proprio Trump con la sua guerra.
Proprio per questo appare singolare che gli Stati Uniti, dopo aver contribuito a innescare questa crisi economica globale, chiedano ai Paesi europei di farsi carico della soluzione di un conflitto mediorientale che non hanno mai voluto. Per Rubio, però, tutto questo non conta. Il segretario di Stato ha infatti ribadito che gli Stati Uniti “continueranno a fare quanto necessario per garantire la sicurezza delle rotte commerciali, ma altri Paesi dovranno assumersi una parte maggiore dell’onere”.