Stretto di Hormuz, la beffa per Trump: l’Iran potrebbe incassare 100 miliardi di dollari in pedaggi

L'Iran potrebbe incassare fino a 100 miliardi di dollari l'anno dai pedaggi nello Stretto di Hormuz. Una beffa per Trump e gli Usa.

Stretto di Hormuz, la beffa per Trump: l’Iran potrebbe incassare 100 miliardi di dollari in pedaggi

Il futuro dello Stretto di Hormuz potrebbe essere ben diverso da quello prospettato dagli Stati Uniti e da Donald Trump. La trattativa per la gestione del canale tra Iran e Oman prosegue, mentre gli Usa non hanno ancora preso posizione. L’accordo sulle rotte sembra molto vicino, ma allo stesso tempo l’intesa prevede dei pedaggi che potrebbero fruttare diverse decine di miliardi di dollari a Teheran ogni anno, contrariamente a quanto accadeva prima della guerra.

L’accordo prevede che le navi in ingresso nel Golfo Persico passino per le acque territoriali iraniane, mentre quelle in uscita passino per le acque omanite. Un accordo difficile da accettare per Donald Trump, perché darebbe il controllo dello Stretto all’Iran, consegnando una posizione di forza a Teheran che prima della guerra non aveva.

Ma c’è un altro punto ancora più inaccettabile per gli Stati: l’Iran, infatti, vuole introdurre delle tariffe per il transito delle navi, con la scusa di dover fronteggiare le spese per i servizi assicurativi o ambientali.

Stretto di Hormuz, l’Iran punta a incassare 100 miliardi di pedaggi

In particolare Teheran vorrebbe tariffe tra il 5% e il 7% del valore del carico. L’Oman punta a una quota più bassa, del 3%. In entrambi i casi gli Usa sono contrari considerandolo un pericoloso precedente. Secondo le stime riportate da Repubblica, le tariffe al 7% potrebbero fruttare a Teheran fino a 100 miliardi di dollari l’anno.

Gli Usa non si sono ancora espressi pubblicamente, anche se l’intesa porterebbe a un cessate il fuoco di 60 giorni che farebbe comodo a Trump. Lo stesso presidente Usa dice che i negoziati “sono in corso” e che “un annuncio potrebbe esserci presto”.

Intanto il Parlamento iraniano ha presentato un nuovo disegno di legge che potrebbe portare a rivedere l’intesa: prevede, infatti, che i Paesi “ostili”, ovvero Stati Uniti e Israele, non possano passare da Hormuz se non pagando un risarcimento.

L’Iran, però, è alle prese anche con una questione interna molto delicata. La guida suprema, Mojtaba Khamenei, potrebbe essere in condizioni di salute critiche e forse anche in fin di vita. Khamenei non ha incontrato alcun membro del governo dai primi attacchi di Usa e Israele che hanno ucciso suo padre. Anche il presidente Masoud Pezeshkian negli scorsi giorni ha detto che parlare con Khamenei è “molto difficile”.

Intanto oggi è prevista la firma, a Gedda, di un accordo di mutua difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia. Una questione “in discussione da molto tempo” ma che ha visto un’accelerazione a causa dei “recenti sviluppi”.