Quanto potrebbe valere una lista guidata da Alessandro Di Battista? È questa la domanda che si pone Renato Mannheimer, commentando a L’Aria che tira (su La7) gli ultimi sondaggi di alcuni istituti. In particolare, il sondaggista fa riferimento a una recente rilevazione di Izi Spa, secondo la quale una lista Di Battista può raggiungere circa il 3,5% dei voti.
Al momento l’ex deputato dei 5 Stelle è meno popolare di Roberto Vannacci, che nei sondaggi ha superato il 7%. Ma è anche vero che Di Battista non è mai sceso in campo, mentre Futuro Nazionale è un partito ormai consolidato e che è in piena campagna elettorale da qualche mese. Un altro elemento molto interessante riguarda la provenienza dei voti che andrebbero a Di Battista, con il rischio di una importante emorragia tra gli elettori dei 5 Stelle.
Sondaggi, quanto può valere una lista Di Battista e a chi porterebbe via voti
Mannheimer spiega che i sondaggi stimano una lista di Di Battista tra il 3% e il 3,5% dei consensi. Ma va anche oltre, spiegando da qualche partito potrebbero arrivare questi voti. In particolare, si chiede ai vari elettori degli altri partiti se potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di votare l’ex deputato pentastellato.
La fetta maggiore dei voti potrebbe arrivare dal Movimento 5 Stelle: ben il 34,3% degli elettori pentastellati potrebbe considerare l’idea di votarlo. A seguire troviamo il 9% degli elettori del Pd, ma porterebbe via voti anche a destra. L’8,1% da Fratelli d’Italia, il 5,2% dalla Lega e il 4,1% da Futuro Nazionale. Infine, un altro 4% dei suoi voti lo potrebbe raccogliere tra gli elettori di Avs.
Un dato, come viene sottolineato da Mannheimer, che arriva senza aver fatto una campagna elettorale e di fronte a un periodo in cui l’ex deputato dei 5 Stelle è stato spesso in silenzio e di certo non ha chiesto voti né si è mobilitato attivamente per raccoglierli, a differenza di quanto fatto negli ultimi tempi da Vannacci.
Gli italiani bocciano l’invio di armi all’Ucraina e gli obiettivi di Conte e Salvini
Mannheimer commenta anche un sondaggio di Eumetra, risalente a maggio, riguardante l’opinione degli italiani sull’invio di armi all’Ucraina: solo il 30,4% si dice favorevole, mentre il 39,1% è fermamente contrario. Il restante 30,5% afferma invece che era favorevole in passato ma ora gli aiuti andrebbero ridotti o annullati.
Secondo il sondaggista, proprio questa ampia fetta di elettori contraria all’invio di armi a Kiev è l’obiettivo di Giuseppe Conte e Matteo Salvini: a suo giudizio vogliono intercettare i voti di questo 70% degli italiani, ma “non è detto che ci riescano” perché “le motivazioni del voto sono diverse”, dalla fedeltà al partito a tanti altri temi.