“Terrorismo”. Lo dice chiaramente, stavolta, l’ambasciatore statunitense in Israele. E si riferisce ai coloni israeliani che assediano l’abitazione di due famiglie a Qusra, in Cisgiordania. Famiglie, ovviamente, palestinesi. Alla fine anche gli Stati Uniti sono costretti a prendere una posizione contro i coloni e contro Israele.
L’ambasciatore statunitense, Mike Huckabee, va all’attacco con un post su X: “Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrorismo, volto a intimidire e molestare questa famiglia, sono ripugnanti”. Per Huckabee “non ci sono scuse per un comportamento così violento”.
La condanna dell’ambasciatore Usa ai coloni israeliani: è terrorismo
L’intervento dell’ambasciatore deriva anche dal fatto che tra le abitazioni nel mirino ce ne sarebbe pure una di proprietà di un cittadino Usa. Da qui la richiesta di intervento: “L’ambasciata Usa a Gerusalemme è stata molto coinvolta e l’Idf e la polizia israeliana sono intervenuti su nostra richiesta per rimuovere i terroristi israeliani responsabili di tutto questo”.
Probabilmente dopo questa richiesta è arrivato l’intervento delle forze di sicurezza israeliana, che hanno smantellato due avamposti illegali situati nell’Area B della Cisgiordania, alla periferia di Qusra e di Jalud. Un cittadino israeliano è stato fermato durante l’operazione.
Ma i militari israeliani non sono intervenuti solamente contro i coloni, anzi. Secondo la tv pubblica di Tel Aviv, Kan, l’Idf ha infatti ordinato agli abitanti delle case sotto assedio a Qusra e agli abitanti della zona di evacuare in un’ora le proprie abitazioni per un’operazione militare destinata a durare diversi giorni. Mercoledì l’esercito ha inviato sul posto il 51esimo battaglione della brigata Golani e il sindaco del villaggio ha comunicato che l’Idf ha completamente chiuso l’area, imponendo il coprifuoco e dispiegando centinaia di soldati per smantellare l’avamposto dei coloni estremisti.
Un abitante del villaggio ha spiegato al Times of Israel che i militari di Tel Aviv hanno sgomberato gli abitanti di 15 case. E anche le forze dell’Idf hanno confermato che i soldati si sono schierati “nelle case del villaggio in posizione offensiva per mantenere una presenza nel villaggio e proteggere i residenti, anche in una delle case palestinesi i cui abitanti sono sotto assedio, al fine di proteggerli”. Evidentemente la sfuriata statunitense ha effettivamente sbloccato la situazione, costringendo l’Idf a intervenire.
Israele non si ferma: continuano le operazioni militari anche in Libano
Intanto, però, prosegue l’attività militare delle forze di Tel Aviv, che nelle prime ore della mattina hanno effettuato raid in tre città e villaggi del governatorato di Nablus: i veicoli militari sono entrati a Burqa, Qusra e Salem. A Burqa i militari israeliani hanno fatto irruzione in alcune case e hanno arrestato diversi palestinesi.
Inoltre, le forze israeliane hanno anche condotto operazioni per far saltare in aria e incendiare abitazioni nelle città libanesi di Majdal Zoun e Al-Mansouri. Alcuni aerei da guerra di Tel Aviv hanno colpito la città di Al-Mansouri in due diversi raid nella notte.