Vigili del fuoco, 4.386 posti vuoti mentre l’Italia brucia: dal governo 56 milioni per le carriere, 600 volte meno della spesa militare

L'Europa perde 18.200 vigili del fuoco nell'anno peggiore per gli incendi, in Italia ne mancano 4.386 e si presenta il calendario

Vigili del fuoco, 4.386 posti vuoti mentre l’Italia brucia: dal governo 56 milioni per le carriere, 600 volte meno della spesa militare

Il calendario 2026 del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, è stato presentato il 18 novembre al Maxxi di Roma fra vip e conduttori televisivi. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiuso la cerimonia così: «Non ho mai visto un Vigile del fuoco risparmiarsi nell’esercizio delle proprie funzioni». Sta scritto tutto nel comunicato del Corpo.

Il 22 luglio, in contrada Chiapparia, un caporeparto del comando di Caltanissetta, si è accasciato durante una ricognizione su un fronte di fuoco a San Cataldo. È morto poco dopo il ricovero, a meno di un anno dalla pensione. Nello stesso intervento un collega è finito in ospedale per il calore. In quei giorni le squadre siciliane avevano superato i mille interventi.

Eurostat ha pubblicato il 10 agosto i numeri europei del 2025: 372.400 vigili del fuoco professionisti nell’Unione, lo 0,18% degli occupati. Un anno prima erano 390.600. Sono 18.200 in meno in dodici mesi e la Confederazione europea dei sindacati fa notare che il crollo cade esattamente nell’anno peggiore mai registrato per gli incendi, con oltre un milione di ettari bruciati. Polonia meno 9.000, Germania meno 8.000, Francia meno 4.100, Paesi Bassi meno 2.400: Paesi finiti nel 2024 sotto procedura per disavanzo eccessivo. A marzo la Commissione europea aveva chiesto agli Stati organici adeguati nei servizi antincendio. Poi ha continuato a contare i decimali del deficit.

Vigili del fuoco, lo scoperto italiano

In Italia i posti restano scoperti senza bisogno di tagliarli. Collettiva ha messo in fila i numeri a giugno: pianta organica 40.707 unità, organico reale 36.321, quindi 4.386 posti vuoti, e con 4.045 cessazioni previste fino al 2027 la voragine arriva a 7.905. Il decreto della presidenza del Consiglio del 7 maggio 2026 ha autorizzato 1.497 assunzioni per l’annualità 2025, di cui 1.404 vigili del fuoco. Di quei posti, 400 passano da un concorso nuovo. Gli altri sono scorrimenti di graduatorie e stabilizzazioni, cioè gente già dentro il Corpo che cambia casella.

Intanto il Paese brucia con una regolarità. Nel 2025 sono andati in fumo 96.517 ettari secondo l’elaborazione di Legambiente sui dati satellitari Effis, quasi il doppio del 2024. Nel 2026, al 15 giugno, cioè prima ancora che aprisse la stagione antincendio, i roghi erano 469, il 36,3% in più dell’anno prima, con 9.545 ettari già persi. In Piemonte, riferisce Torino Oggi, da maggio ad agosto le squadre hanno fatto 1.443 interventi per incendi di bosco e vegetazione, più dell’intera stagione 2025, quando furono 889, con 9.807 ore di impiego contro 1.607. Sei volte. L’11 agosto la giunta regionale ha esteso lo stato di emergenza a tutte le province piemontesi.

Cinquantasei milioni

Il 23 luglio il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare il riordino delle carriere del Corpo, dotazione a regime 56 milioni di euro. Due giorni dopo una parte dei sindacati ha scioperato: secondo la Uil Fp su quelle risorse i vigili del fuoco, i capi reparto e i vice ispettori rischiano di restare a bocca asciutta. La cifra va letta accanto a un’altra. L’osservatorio Mil€x valuta la spesa militare italiana del 2026 in 33.948 milioni di euro, con 13,2 miliardi di acquisti di armamenti. Lo Stato spende in armi, ogni anno, seicento volte quello che ha messo sul tavolo per rifare le carriere di chi entra dentro il fuoco.

Il calendario, del resto, era illustrato benissimo. A Caltanissetta un caporeparto dei Vigili del fuoco si è accasciato su un fronte a meno di un anno dalla pensione, dentro un Corpo che porta oltre quattromila caselle vuote. Le foto arrivano puntuali ogni novembre. Su questo il governo non è mai in ritardo.