La Sveglia

A Gaza nel mirino di Israele ci finisce anche la polizia

Un’auto in fiamme su via al Rashid, a sud-ovest di Gaza City. Dentro c’era il colonnello Jamal Abu Kamil, 43 anni, comandante della polizia del governatorato di Gaza. Il ministero dell’Interno di Gaza riferisce che il 13 agosto un drone ha sparato tre missili sul veicolo e ha ferito altre due persone. Le Forze di difesa israeliane sostengono di aver eliminato un comandante di Hamas entrato in territorio israeliano il 7 ottobre 2023. La polizia di Gaza ha diffuso una nota in cui Abu Kamil risulta “dedito al suo dovere di poliziotto” e privo di altri legami.

Il documento che dovrebbe reggere la transizione dice un’altra cosa. La roadmap in quindici punti pubblicata dal Board of Peace il 31 luglio prevede al punto 7 che i nuovi agenti siano integrati “nelle strutture di polizia esistenti” e che chi non supera il vaglio passi a un incarico civile. Il punto 14 affida la sicurezza interna al comitato nazionale palestinese. Le strutture esistenti, sulla carta, restano in piedi.

Israele intanto ne toglie i comandanti. Il 12 agosto era arrivato il primo attacco aereo dopo oltre una settimana e il 13 i raid sono stati due, a Khan Younis e a Gaza City. Il 9 agosto Benjamin Netanyahu aveva respinto la roadmap: nessun ritiro senza il disarmo reale di Hamas. Domenica Jared Kushner, Nickolay Mladenov e Tony Blair atterrano in Israele e poi al Cairo, dove quel comitato si riunisce da mesi senza entrare a Gaza. Secondo The Hill 5.000 reclute di polizia palestinesi hanno superato il vaglio a fine luglio e aspettano ancora l’addestramento.

Il 20 agosto, annuncia Global Sumud Italia, una delegazione della Flotilla salpa da Brindisi verso l’isola albanese di Sazan, contro il progetto turistico legato a Kushner. Il punto 7 intanto resta scritto: “Tutto il personale di polizia sarà sottoposto a un vaglio completo”. Ad Abu Kamil il vaglio è arrivato dall’alto, in tre missili.