Jannik Sinner? “Come me, non si accontenta mai. Ha la mentalità del campione, l’ha sempre avuta”, parola di Novak Djokovic. “È una forza dominante, eppure si sveglia ogni mattina con il desiderio di essere migliore del giorno precedente – aggiunge il tennista serbo in un’intervista al Corriere della Sera –. E, mi creda, non c’è vittoria che possa appagare quella fame, nemmeno 24 titoli Slam”.
Djokovic promuove Sinner: “Entrambi veniamo dalle montagne”
I punti in comune del resto non mancano. “Entrambi veniamo dalle montagne, lui dell’Alto Adige e io della Serbia. Avevamo scelto lo sci come sport, abbiamo lasciato casa a 13 anni, siamo stati costretti a diventare uomini in fretta, lontano dalla famiglia e dagli affetti”, mette a confronto Djokovic. “Non c’è alcun dubbio che lo sci ci abbia dato l’elasticità, i movimenti, la capacità di scivolare su ogni superficie: la flessibilità delle caviglie origina dalla neve tanto quanto l’equilibrio e la coordinazione tra arti superiori e inferiori – prosegue il fuoriclasse serbo –. E non sto a entrare in dettagli più tecnici sul tipo di tennis che io e Jannik giochiamo: le similitudini abbondano anche lì. Quindi, per risponderle in breve: sì, mi rivedo in Sinner”.
Ma non è tutto. Nel campione altoatesino, Djokovic rivede la stessa “dedizione, costante e totale, al tennis” che lo hanno portato a scalare le classifiche mondiali. “Al di là del tennis, è l’aspetto del carattere che più mi avvicina a Sinner – spiega ancora al Corriere –. Il tennis è uno sport individuale: non esistono sostituzioni, non puoi fermarti cinque minuti a bordo campo mentre il gioco procede, non ci sono compagni che possono aiutarti. Sei solo con te stesso. Se hai un giorno no, sei fuori. Il tennis è spietato, brutale”. Ogni tanto mi dicono: ‘Nole, sei come Leo Messi’… Magari! A 39 anni mi piacerebbe giocare soltanto 90 minuti”.